Milleseicento firme contro l'acqua privatizzata
Marzia Ara
Il comitato: la popolazione di San Giuliano ha risposto alla grande
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SAN GIULIANO. 1600 firme raccolte dal comitato "Acqua bene comune". La cittadina termale ha risposto alla grande nella campagna promossa dal comitato che si è costituito circa tre mesi fa e conta una quarantina di associazioni e movimenti. Sono stati collocati banchetti un po' ovunque per la raccolta delle firme. Commenta Ovidio Della Croce, tra i più attivi della campagna: «I tre quesiti che i cittadini hanno sottoscritto propongono di togliere l'obbligatorietà della privatizzazione dell'acqua entro la fine del 2011, togliere dalla bolletta quasi il 7% di aliquota che pesa sui consumatori a beneficio degli investitori, rendere non più possibile la gestione privatistica dell'acqua che comporta un aumento dei prezzi delle bollette e una riduzione degli investimenti». Prosegue Della Croce: «Siamo convinti che la nostra sia una giusta battaglia di civiltà perché pensiamo che l'acqua rappresenti un bene troppo prezioso per la vita. Non si può vivere senza bere, quindi l'acqua non può essere considerata alla stregua di una merce in vendita e per l'acqua non può valere la legge del profitto. Questo è stato capito da moltissimi cittadini. È giusto ringraziare tutte le associazioni e volontari che hanno permesso lo straordinario risultato. Una volta superato il controllo di ammissibilità della Corte Costituzionale, la campagna per l'acqua pubblica proseguirà con l'obiettivo di chiamare gli italiani alle urne nella primavera del 2011».
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