Sicurezza
Dopo averla urtata sulle strisce lha soccorsa e accompagnata a casa e le ha lasciato un bigliettino, poi si è dileguata
Investe un'anziana e dà un nome falso
Antonio Scuglia
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Passanti sulle strisce pedonali La vittima ricorre al giudice per farsi risarcire dal Fondo di garanzia
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PISA. Gentile ma falsa, la signora al volante. E la vittima dell'incidente, un'anziana falciata mentre attraversava le strisce presso l'arco di Porta a Lucca, se n'è accorta poco dopo essere stata soccorsa da quella stessa donna. L'investitrice infatti le aveva lasciato nome, indirizzo e telefono e l'aveva accompagnata quasi fin sotto casa prima di dileguarsi. Ma erano tutti falsi. E la vittima dell'incidente, dopo avere sporto la necessaria querela contro ignoti, non ha avuto neanche alcuna risposta dal Fondo di garanzia vittime della strada, al quale aveva scritto per recuperare almeno le spese mediche. Alla fine si è dovuta rivolgere al giudice di pace, assistita dall'avvocato Romano, e il magistrato (Mario Casella, sentenza 1048/2010) ha fatto giustizia. Si nota peraltro dal dispositivo della sentenza che l'assicurazione che rappresentava il Fondo di garanzia non è comparsa, né rappresentata, in giudizio. L'incidente avvenne il 15 ottobre 2007. «Quel giorno - ha raccontato la signora, - mentre attraversavo il semaforo di Porta a Lucca verso via Luigi Bianchi, arrivò da sinistra, un'auto che, non concedendo la dovuta precedenza, mi investì sulle strisce. La donna che guidava il veicolo si è fermata per prestarmi soccorso all'investita e mi ha fornito, scritto su un foglietto, il proprio nome, la targa dell'auto, nonché il recapito telefonico». Ancora la "solerte" investitrice, annota il giudice, ha accompagnato la signora nei pressi dell'abitazione e dopo averla fatta scendere dall'auto, si è letteralmente dileguata. Le lesioni subite dall'infortunata si dimostrarono purtroppo consistenti, come risultò dal referto dell'ospedale dove la figlia l'aveva subito condotta. «A seguito della "brutta" notizia - continua la sentenza - circa la falsità delle indicazioni fornitele dall'investitrice, dopo aver presentato querela contro ignoti, ha svolto la propria richiesta risarcitoria al Fondo di garanzia», ma senza ottenere risposta. Anche durante il processo «il comportamento dell'assicurazione del Fondo è stato completamente omissivo, rimanendo contumace». Non vi sono dubbi sull'accaduto e ciò è stato dimostrato anche attraverso la deposizione di un testimone oculare. Non restava quindi che stabilire il quantum, stabilito dal giudice valutando la perizia del tecnico incaricato, la dottoressa Cariello: 8330 euro con interessi dal giorno del sinistro e fino al saldo definitivo. Ai quali il Fondo di garanzia dovrà aggiungere oltre 2.500 euro più Iva e Cap a favore dell'avvocato della donna investita.
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