Il dolore
Fino a 350 euro e per stanza un tugurio
Danilo Renzullo
La corsa all'alloggio diventa un'odissea per molti universitari fuori sede
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PISA. «Affittasi luminosa e spaziosa camera in una bella e centralissima casa dotata di tutti i più moderni comfort. Posto bici e spese contenute». È il testo del più classico annuncio di camera da affittare a studenti fuori sede. I quali già dai primi giorni di luglio hanno iniziato la corsa per assicurarsi un posto letto per il prossimo, e già imminente, anno accademico. Ma dietro gli allettanti volantini che tappezzano ogni angolo della città si nasconde un mondo sommerso, spesso fatto di irregolarità. Raccontiamo l'avventura in diretta di uno studente alla ricerca di una stanza, singola o doppia, in centro e in periferia da occupare dall'inizio di settembre. Armato di volantini, annunci e segnalazioni arrivati tramite web ha visionato alcune case in affitto e "visitato" alcune agenzie immobiliari che trattano affitti per studenti. A dispetto dei canoni di affitto molto alti, da 280 a 400 euro per una singola e da 190 a 235 euro per un posto in doppia, le condizioni di molte case sono pessime, soprattutto se si considerano gli appartamenti del centro storico. Camere piccolissime, alcune ricavate addirittura da ripostigli, mobilia di fortuna, pareti consumate dall'umidità, servizi (bagno, cucina) in condizioni disastrose, impianti elettrici e idrici che rappresentano un vero pericolo perché da anni privi di manutenzione e spesso non a norma. Solo in pochi casi si trovano appartamenti ristrutturati e ben curati. La situazione va leggermente migliorando solo nelle periferie dove, non di rado, si può disporre di case più ampie e di recente costruzione, talvolta dotate anche di giardino e box auto, anche se gli arredamenti e la manutenzione lasciano a desiderare. Ma la precarietà abitativa non è data solo dagli affitti esosi, dalla quasi nulla manutenzione degli appartamenti e dalla carenza di alloggi pubblici; viene anche dalla natura contrattuale delle locazioni. L'Unione Inquilini calcola che circa l'80% degli studenti ha un contratto non regolare, il 15% manca di un contratto scritto e solo il 5% circa possiede un regolare contratto per studenti universitari. La legge 431/98 prevede i cosiddetti contratti concordati specifici per studenti universitari, diversi dal normale 4+4 o contratto "libero" e garantisce un canone inferiore del 40-50% rispetto al canone di libero mercato. Tuttavia tale contratto non è obbligatorio, per cui i proprietari preferiscono scegliere la forma contrattuale che rende economicamente di più, cioè quella libera. Secondo i dati di Unione Inquilini, anche se non esiste uno studio ufficiale sul fenomeno, su circa 52mila iscritti alle tre Università di Pisa, ben 20mila sono fuori sede, la maggior parte provenienti da fuori regione, ed occupano circa 4-5mila appartamenti, con una media di 3,5 studenti per casa, mentre i restanti 2-3mila studenti sono stivati in pensionati privati o alloggi forniti gratuitamente, dietro assegnazione di borsa di studio, dal Dsu. L'Azienda per il diritto allo studio offre solo 1500 posti letto, divisi in residenze universitarie, riservati a studenti meritevoli e in condizioni economiche disagiate. I fuori sede devono far fronte a una media di affitto mensile che oscilla tra i 300 e i 350 euro (ma, in alcuni casi, anche 400 e oltre) per una singola, mentre 200 euro o poco più per chi si accontenta di una doppia.
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