Sicurezza
Stabilizzazione dei precari Sul ricorso del Comune decide la Corte d'appello
Antonio Scuglia
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PISA. Arriva a sentenza la causa in Corte di appello fra sei precari e il Comune di Pisa. I lavoratori, assistiti dagli avvocati Tiziano Checcoli e Gianna Fiaschi, hanno visto riconosciuti i loro diritti in primo grado dal Tribunale del lavoro di Pisa (giudice Tarquini), che ha condannato il Comune ad indire le prove selettive ai fini della stabilizzazione, e l'avvocatura civica di palazzo Gambacorti è ricorsa in appello. La vicenda nasce in seguito alla Finanziaria del 2007, che metteva in cantiere, fra l'altro, la stabilizzazione dei lavoratori precari. Il Comune di Pisa lasciò fuori dall'elenco alcuni di essi, che lavoravano da anni con i famosi contratti "Co.co.co." ed erano poi passati al ruolo di "fiduciari". Secondo i loro legali, però, questa formula era una simulazione per non riconoscere il rapporto reale di subordinazione e mascherare il loro impiego di segretariato per il consiglio comunale. La legge non prevede infatti il ruolo di fiduciari del consiglio, ma solo del sindaco e degli assessori. Il giudice di Pisa, quindi, ha accolto le tesi difensive dei lavoratori e nei prossimi mesi sarà discussa anche la parte riguardante la differenza retributiva fra quanto corrisposto e quanto dovuto dal Comune. Nel frattempo è stato proposto e discusso il ricorso in appello a Firenze da parte dell'amministrazione comunale sulla parte normativa del rapporto (giudice relatore Schiavone, presidente Pieri, consigliere Bronzini). La Corte nei prossimi giorni renderà nota la sentenza.
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