Il dolore
S. Chiara, trasferimento avanti tutta
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Il direttore generale dell’Aoup, Tomassini, e l’edificio 30 all’ospedale di Cisanello, diventato pienamente operativo di recente3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Edificio 30: completato. Prosegue tappa dopo tappa il trasferimento di tutte le strutture dal Santa Chiara al polo ospedaliero di Cisanello. Un traguardo importante raggiunto in questi giorni è la piena operatività proprio dell'Edificio 30, il cosiddetto "primo potenziamento". Attualmente, tra i blocchi di nuova costruzione del nosocomio, è lo stabile più grande (corrisponde al doppio del Dipartimento cardiotoracico) ed è anche quello che ha accolto il maggior numero di reparti nei suoi 5 piani, di cui uno interrato.
I primi trasferimenti erano stati effettuati nell'aprile del 2008, con le due Nefrologie e la Dialisi. Poi, a cavallo tra 2009 e 2010, è partito il secondo grande blocco di arrivi, completato proprio in queste settimane. Ai primi dell'anno si erano trasferite al secondo piano dell'edificio la Chirurgia generale II, Anestesia e rianimazione IV e le due cliniche di Urologia. Negli ultimi mesi è toccato alla Chirurgia generale colon-rettale e, recentemente, alla Chirurgia generale IV e alla sezione di Chirurgia bariatrica. «Si è conclusa così - dice il direttore generale dell'azienda universitario-ospedaliero Carlo Tomassini - la prima grande fase del trasferimento. Rispetto alle previsioni è stata spostata anche la Chirurgia generale colon-rettale per favorire la maggiore efficienza operativa di tutto il settore chirurgico della nostra azienda che, all'interno dell'Edificio 30, presenta a questo punto una fortissima vocazione chirurgica con la presenza di 18 nuove sale operatorie». Data l'estensione dell'Edificio 30 e l'enorme flusso quotidiano di pazienti e di visitatori, si sta mettendo a punto un nuovo progetto di orientamento per l'utenza con l'installazione di information point e nuova cartellonistica, orizzontale e verticale. Sensibili passi in avanti, intanto, si registrano anche per il trasferimento del nuovo Dea (Dipartimento di Emergenza-accettazione), pronto soccorso compreso, che rappresenta uno dei tasselli più delicati. I lavori strutturali sono finiti e ora è in corso l'installazione delle apparecchiature tecnologiche: lo spostamento definitivo di tutti i reparti è previsto entro l'autunno.
Nel frattempo è stata già completata la nuova viabilità, con la rotatoria che consentirà l'accesso veloce per le ambulanze sia dal centro città che dalla superstrada. Nel nuovo edificio - 24mila mq, quattro piani, 29 milioni di euro il costo - troveranno posto il Pronto soccorso, il Pronto soccorso ortopedico, la Medicina d'urgenza, la Chirurgia generale e d'urgenza universitaria, la Radiodiagnostica del Pronto soccorso, l'Anestesia e Rianimazione, la Neuroradiologia, la Neurochirurgia I, la Neurochirurgia II, la Rianimazione post-neurochirurgica, più una Sezione di Traumatologia ortopedica e una di Laboratorio d'urgenza. Sul tetto dello stabile è presente la piazzola per l'elisoccorso, idonea anche per l'atterraggio di elicotteri più pesanti del Pegaso, come quelli militari. Per le nuove attrezzature tecnologiche (risonanza magnetica, Tac, angiografi digitali) sono stati spesi 10 milioni. I posti letto totali saranno circa 110, con 8 sale operatorie, una shock room e la discharge-room. Saranno inoltre operativi due punti Triage, uno per l'accesso dei pazienti barellati e uno per i pazienti deambulanti. Con il nuovo Dea quasi due terzi dell'ospedale saranno a Cisanello (1.000 posti letto su 1.500 totali). I prossimi anni saranno dedicati alla realizzazione della Piastra diagnostica, del Potenziamento II, della facoltà di Medicina e Chirurgia e degli altri immobili che comporranno la nuova cittadella ospedaliera.
L'incarico di progettazione è stato affidato. Sul fronte della spesa siamo circa a metà strada. Tutto quanto fatto finora, più il Dea, è costato 200 milioni di euro, cui si aggiungono 50 milioni per il rinnovo delle apparecchiature mediche. Servirà una cifra analoga per il resto dell'operazione di trasferimento: il totale sarà di 500 milioni di euro.
I primi trasferimenti erano stati effettuati nell'aprile del 2008, con le due Nefrologie e la Dialisi. Poi, a cavallo tra 2009 e 2010, è partito il secondo grande blocco di arrivi, completato proprio in queste settimane. Ai primi dell'anno si erano trasferite al secondo piano dell'edificio la Chirurgia generale II, Anestesia e rianimazione IV e le due cliniche di Urologia. Negli ultimi mesi è toccato alla Chirurgia generale colon-rettale e, recentemente, alla Chirurgia generale IV e alla sezione di Chirurgia bariatrica. «Si è conclusa così - dice il direttore generale dell'azienda universitario-ospedaliero Carlo Tomassini - la prima grande fase del trasferimento. Rispetto alle previsioni è stata spostata anche la Chirurgia generale colon-rettale per favorire la maggiore efficienza operativa di tutto il settore chirurgico della nostra azienda che, all'interno dell'Edificio 30, presenta a questo punto una fortissima vocazione chirurgica con la presenza di 18 nuove sale operatorie». Data l'estensione dell'Edificio 30 e l'enorme flusso quotidiano di pazienti e di visitatori, si sta mettendo a punto un nuovo progetto di orientamento per l'utenza con l'installazione di information point e nuova cartellonistica, orizzontale e verticale. Sensibili passi in avanti, intanto, si registrano anche per il trasferimento del nuovo Dea (Dipartimento di Emergenza-accettazione), pronto soccorso compreso, che rappresenta uno dei tasselli più delicati. I lavori strutturali sono finiti e ora è in corso l'installazione delle apparecchiature tecnologiche: lo spostamento definitivo di tutti i reparti è previsto entro l'autunno.
Nel frattempo è stata già completata la nuova viabilità, con la rotatoria che consentirà l'accesso veloce per le ambulanze sia dal centro città che dalla superstrada. Nel nuovo edificio - 24mila mq, quattro piani, 29 milioni di euro il costo - troveranno posto il Pronto soccorso, il Pronto soccorso ortopedico, la Medicina d'urgenza, la Chirurgia generale e d'urgenza universitaria, la Radiodiagnostica del Pronto soccorso, l'Anestesia e Rianimazione, la Neuroradiologia, la Neurochirurgia I, la Neurochirurgia II, la Rianimazione post-neurochirurgica, più una Sezione di Traumatologia ortopedica e una di Laboratorio d'urgenza. Sul tetto dello stabile è presente la piazzola per l'elisoccorso, idonea anche per l'atterraggio di elicotteri più pesanti del Pegaso, come quelli militari. Per le nuove attrezzature tecnologiche (risonanza magnetica, Tac, angiografi digitali) sono stati spesi 10 milioni. I posti letto totali saranno circa 110, con 8 sale operatorie, una shock room e la discharge-room. Saranno inoltre operativi due punti Triage, uno per l'accesso dei pazienti barellati e uno per i pazienti deambulanti. Con il nuovo Dea quasi due terzi dell'ospedale saranno a Cisanello (1.000 posti letto su 1.500 totali). I prossimi anni saranno dedicati alla realizzazione della Piastra diagnostica, del Potenziamento II, della facoltà di Medicina e Chirurgia e degli altri immobili che comporranno la nuova cittadella ospedaliera.
L'incarico di progettazione è stato affidato. Sul fronte della spesa siamo circa a metà strada. Tutto quanto fatto finora, più il Dea, è costato 200 milioni di euro, cui si aggiungono 50 milioni per il rinnovo delle apparecchiature mediche. Servirà una cifra analoga per il resto dell'operazione di trasferimento: il totale sarà di 500 milioni di euro.
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