Sicurezza
Assolti tre chirurghi del S. Chiara
Erano accusati della morte di una paziente
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PISA. Assolti con formula piena, perché il fatto non sussiste, tre medici finiti a processo davanti al giudice Nicola Pisano con l'accusa di omicidio colposo di un loro paziente. Difesi agli avvocati Arnaldo Massei e Patrizio Pugliese, gli imputati erano i dottori Rinaldo Cantini, Paolo Lepori e Marilena Burchianti, della clinica neurochirurgica del Santa Chiara. Il pm, Aldo Mantovani, aveva chiesto l'assoluzione perché il fatto non costituisce reato. I tre erano stati chiamati a rispondere della morte di una donna non ancora cinquantenne, originaria della provincia di Novara, ma residente a Pisa, morta il 17 marzo 2005 a causa di uno choc settico in cirrosi epatica (come scritto dal medico nel certificato di morte), dopo un anno di atroci sofferenze, in seguito a una banale caduta, due interventi chirurgici e una pregressa cirrosi epatica. La vicenda iniziò il 9 dicembre 2003 quando la donna, andando al lavoro, cadde accidentalmente a terra: il referto parlava di 30 giorni di prognosi ma a gennaio tac e risonanza rilevarono un'ernia discale della quale venne operata a marzo dall'équipe di Cantini. La donna continuò a star male e perse la sensibilità alle gambe: non migliorò neanche dopo un ricovero nelle riabilitazioni di Pisa e Volterra. Dopo un consulto a Roma fu ricoverata al Regina Elena dove a luglio le fu asportato un frammento discale erniato. Tornata a casa si aggravò ancora e fu ricoverata in medicina d'urgenza dove morì il 16 marzo del 2005.
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