Attenzione
Presi all'amo da Valtriani su Facebook
Carlo Venturini
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PISA. Il Fausto digitale diventa cartaceo. E' uscito nelle edizioni Felici, il libro di Fausto Valtriani dal titolo «Faustobook» con prefazione di Athos Bigongiali ed illustrazioni di Sergio Staino. Si tratta di un libello sapido di pensieri salmastri non solo dell'autore ma di oltre 500 internauti che a vario titolo hanno interagito con la pagina Facebook di Valtriani che ha 1400 amici. Il libro è salmastro perché già nel sottotitolo c'è l'eco della passione di Valtriani là dove si scrive «Diario di un pescatore appassionato di politica caduto nella rete». Il sale alla fine, è ciò che lega il mare, la pesca e la politica vista a momenti alterni «o troppo salata e che allappa la lingua o insipida». Ciò che conta alla fine è salpare per avvistare una balena al largo della Gorgona per raccontarla al nipotino, ciò che conta è buttare l'amo e tendere agguati nel triangolo d'oro delle isole di Capraia, Giglio e Gorgona a dentici, spigole, gallinelle, cernie, leccie ed orate che sono le vere protagoniste silenti del libro. Proprio così, agguati, è questo il segreto del successo della pagina facebook (cartacea o digitale che sia) di Valtriani perché i suoi commenti sono un esca buttata lì nel mare magnum internettiano. Ed i «dentici» e le «orate» di turno abboccano come stanno facendo ora quelle vere nel porticciolo di Viareggio e che vengono servite a 35 euro al chilo al ristorante. «Come si fa a resistere e non commentare un pensiero di Fausto»: dicono alcuni dei suoi amici. Valtriani per le orate usa arenicole e bighi ma per la sua pagina usa la vanità. «Sono diventato vanitoso - ammette Valtriani - che ci posso fare? Me ne sono accorto quando ho cominciato a scegliere con sempre più cura le mie foto». E forse sono vanitose anche le centinaia di persone che commentano sulla pagina di Facebook di Valtriani visto che di visibilità ne offre tanta. Se poi si sparge la voce che i migliori commenti andranno in un libro, ecco che l'agguato, «il Fausto» lo ha teso con perizia. «Trattasi di vanità alieutica - precisa subito Valtriani - carico le foto delle mie prede per suscitare invidia nei pescatori, ricevere commenti entusiasti e poi sfoggiare falsa modestia». E un po' di invidia Valtriani la suscita perché o è in mare o è ad Acque spa, di riffa o di raffa è sempre nel suo habitat acqueo. Fatto sta che prima o poi qualcuno nella rete digitale di Valtriani ci casca. In una città come Pisa è difficile non abboccare alla provocazione di Fausto quando descrive i tre candidati alla segreteria del Pd nell'intervista alle Iene. «E' evidente che Dario nonostante avesse negato di essersi mai fatto una canna in vita sua ne aveva fumata una poco prima dell'intervista», scrive Valtriani. E giù commenti a iosa. In una città che ha socchiuso le porte ai venti della rivolta, è difficile non commentare i pensieri «settari» di Valtriani su Pci, Trotsky, Togliatti, Berlinguer e Nilde Iotti. «Fini statte queto!»: scrive Valtriani quando il presidente della Camera celebrò Nilde Iotti dimenticandosi che lei era nelle resistenza. Ma alla fine ciò che conta è buttare l'amo con l'esca giusta ed in politica come nella pesca qualcuno abbocca. Per altre curiosità si può consultare il sito www.faustobook.info.
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