Finanza
Pisa si conferma al 4º posto
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Lo sportello Matricolandosi dellUniversità di Pisa L'ateneo brilla nel settore dei servizi
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PISA. Confermando il dato dello scorso anno, nell'ambito della classifica delle migliori istituzioni accademiche italiane, elaborata dal Censis per il quotidiano "la Repubblica", l'Ateneo pisano si piazza al quarto posto tra i mega atenei, quelli con oltre 40.000 iscritti, dietro alle Università di Bologna, Padova e Torino e davanti a quelle di Firenze, Milano, Catania, Palermo, Bari, Roma "La Sapienza" e Napoli. In particolare, Pisa brilla nel settore dei servizi, in cui è al secondo posto dietro solamente a Bologna, e ottiene discreti risultati negli altri indicatori utilizzati: il web, le borse, l'internazionalizzazione e le strutture. «Pur con le cautele con cui vanno analizzate tutte le classifiche sulla qualità degli atenei - commenta il rettore Marco Pasquali - siamo particolarmente soddisfatti nel constatare che i più importanti ranking elaborati sia a livello nazionale che internazionale siano concordi nel riconoscere l'Università di Pisa tra i migliori atenei italiani. La conferma della nostra vivacità e della nostra capacità di fare ricerca e formazione di alto livello è un risultato ancora più apprezzabile se unito a quello del raggiungimento di una situazione di equilibrio finanziario nei nostri conti, ottenuto nonostante la scarsità di finanziamenti assegnati negli ultimi anni al sistema universitario italiano. Ritengo che questi obiettivi debbano rappresentare un ulteriore incentivo ad andare avanti e a fare sempre meglio, valorizzando quanto di buono fatto finora». Da quest'anno la "Grande Guida" all'università de "la Repubblica" utilizza cinque parametri per giudicare gli atenei: i servizi, in cui sono calcolati i pasti erogati per ogni iscritto e il numero di posti e contributi alloggio per residenti fuori regione; le borse, in cui viene valutata la spesa a favore degli studenti; le strutture, che tiene conto del numero di posti nelle aule, nelle biblioteche e nei laboratori scientifici e della quantità di strutture sportive; il web, in cui si analizzano l'usabilità e i contenuti dei siti internet d'ateneo; l'internazionalizzazione, che giudica il grado di apertura internazionale delle università attraverso l'analisi della percentuale di iscritti stranieri, della mobilità degli studenti, della spesa per la mobilità, delle lauree a doppio titolo.
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