Il Tirreno

Pisa

La proposta per battere la siccità è quella di utilizzare un canale in cui si riversano due sorgenti

Ad Asciano c'è un padule da proteggere

Pierluigi Ara
Un’area umida (foto di repertorio)
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Un’area umida (foto di repertorio)

Rischia di rimanere senz'acqua, ma secondo gli ambientalisti la soluzione c'è

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 ASCIANO. Sos Padule di Asciano. Ciò che rimane dell'area umida rappresenta non solo un pezzo di storia, ma è anche uno spaccato di natura d'indubbio valore. Il padule rischia davvero di essere cancellato. La pianura di Asciano, attraversata dall'acquedotto, fino al 1934 era occupata da un padule, oggi in gran parte trasformato in superficie coltivata.  Spiega Maurizio Masetti, ambientalista da sempre: «Fino agli anni 90 il canale principale, chiamato collettore, veniva alimentato da una sorgente e si poteva intravedere una ricca vegetazione acquatica con pesci e anfibi tra i quali il luccio, la tinca e la rana, che contribuivano a mantenere intatto l'ecosistema palustre. Poi la sorgente è scomparsa ed è saltato l'ecosistema. Alimentato dalle acque piovane nel periodo invernale, in quello estivo a causa della siccità il canale si è prosciugato più volte provocando la morìa dei pesci, degli anfibi e delle piante acquatiche».  Le strade che accedono al padule sono state chiuse e quindi sgombre da rifiuti. Il problema prioritario da affrontare sarebbe il ripristino del collettore e dei suoi affluenti che finiscono nell'idrovora del Consorzio fiumi e fossi. Osserva Masetti: «La soluzione del problema rimane fattibile. Infatti, a una distanza di soli 50 metri c'è un canale che non è collegato, in cui si riversano due sorgenti ed è costantemente rifornito di acqua anche in questo periodo di eccezionale siccità. Con pochi interventi, neppure troppo costosi, si potrebbe ottenere la conservazione delle specie per effetti di una escavazione di una decina di metri perché il tratto è già canalizzato. La messa in opera di una saracinesca poi consentirebbe di far affluire l'acqua nel canale collettore, con essa il ripristino dell'ecosistema e la reintroduzione delle specie scomparse o in via di estinzione».

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