Sicurezza
L’istituto di piazza Santa Caterina è tra le poche università italiane che si sono dotate di questo strumento
Varate le regole anti nepotismo
Carlo Venturini
Presentato il codice etico che combatte abusi di potere e favoritismi
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Il no al nepotismo, ai conflitti di interesse, al baronaggio sono scritti nero su bianco nel codice etico presentato ieri alla Scuola Sant'Anna. Si tratta di un codice deontologico e comportamentale che in 17 articoli sancisce non solo l'abiura di queste pratiche, ma crea gli strumenti affinché la lotta e la prevenzione del nepotismo non restino solo una dichiarazione di intenti. «Con il codice si crea la figura del consigliere di fiducia - ha detto la presidente del comitato pari opportunità Anna Loretoni - che sarà una persona super partes, esterna alla Scuola e che verrà pagata per redimere conflittualità potenziali o già in atto». Ecco che questa figura diventa centrale nell'ascolto e nella mediazione delle problematiche che potrebbero accadere all'interno della Scuola.
Con la stesura dei 17 articoli del codice etico, è come se il Sant'Anna avesse spalancato le finestre del collegio per far circolare aria nuova e fresca. «Siamo una comunità, siamo un collegio ed il codice è il frutto di un grosso lavoro di democrazia partecipativa, tant'è che ci hanno collaborato sia gli studenti che il personale non strutturato», ha detto Elettra Stradella, la giovane ricercatrice di diritto costituzionale che ha redatto il codice sotto la supervisione del professor Emanuele Rossi, preside delle classi di scienze sociali. Ed è anche questa una novità, e cioè che il codice sia stato redatto non da super blasonato docente di diritto, bensì da una ricercatrice del Sant'Anna, nata a Genova 29 anni fa ed a Pisa da dieci anni. Un altro elemento caratterizzante il codice etico è che recepisce totalmente la Carta europea dei ricercatori. «Il ricercatore conta in quanto fa ricerca ed è un professionista indipendentemente dallo status giuridico», dicono coralmente Loretoni e Stradella.
«Quello che mi preme sottolineare - ha detto Maria Chiara Carrozza, direttore della Scuola - è che il codice è il frutto della partecipazione del personale della Scuola. Solo attraverso la partecipazione si arriva alla condivisione». Infatti, la Scuola ha lavorato per diversi mesi al codice la cui gestazione è da ricondursi all'operato dei "focus group", organismi costituiti dal personale santannino, che periodicamente si riunivano per decidere l'avanzamento del codice. Quei 17 articoli sono stati fortemente voluti da Carrozza sin dalla sua nomina perché, come ama ripetere la giovane direttrice, «il motore per entrare e progredire dentro il Sant'Anna è alimentato solo dal merito».
Con la stesura dei 17 articoli del codice etico, è come se il Sant'Anna avesse spalancato le finestre del collegio per far circolare aria nuova e fresca. «Siamo una comunità, siamo un collegio ed il codice è il frutto di un grosso lavoro di democrazia partecipativa, tant'è che ci hanno collaborato sia gli studenti che il personale non strutturato», ha detto Elettra Stradella, la giovane ricercatrice di diritto costituzionale che ha redatto il codice sotto la supervisione del professor Emanuele Rossi, preside delle classi di scienze sociali. Ed è anche questa una novità, e cioè che il codice sia stato redatto non da super blasonato docente di diritto, bensì da una ricercatrice del Sant'Anna, nata a Genova 29 anni fa ed a Pisa da dieci anni. Un altro elemento caratterizzante il codice etico è che recepisce totalmente la Carta europea dei ricercatori. «Il ricercatore conta in quanto fa ricerca ed è un professionista indipendentemente dallo status giuridico», dicono coralmente Loretoni e Stradella.
«Quello che mi preme sottolineare - ha detto Maria Chiara Carrozza, direttore della Scuola - è che il codice è il frutto della partecipazione del personale della Scuola. Solo attraverso la partecipazione si arriva alla condivisione». Infatti, la Scuola ha lavorato per diversi mesi al codice la cui gestazione è da ricondursi all'operato dei "focus group", organismi costituiti dal personale santannino, che periodicamente si riunivano per decidere l'avanzamento del codice. Quei 17 articoli sono stati fortemente voluti da Carrozza sin dalla sua nomina perché, come ama ripetere la giovane direttrice, «il motore per entrare e progredire dentro il Sant'Anna è alimentato solo dal merito».
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