Il Tirreno

Pisa

Protesta l’associazione degli atipici

«Noi ricercatori Cnr vittime sacrificali dei tagli del governo»

G.C.
L’area della ricerca a San Cataldo
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L’area della ricerca a San Cataldo

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 PISA. Anche il mondo della ricerca combatte contro i tagli operati, nel caso specifico, dalla manovra finanziaria del Governo.  L'associazione RicAt, che raccoglie i ricercatori atipici del CnR, ha provato a tradurre in "persone" i numeri della misura che si sta discutendo in Parlamento. Se nel 2011 erano previste 155 nuove assunzioni nazionali, con i tagli se ne salvano solo 31: per RicAt, «l'area di Pisa, che del CnR è la principale articolazione periferica, rischia di essere la vittima sacrificale di un'operazione che sembra guidata dalla volontà politica di non riconoscere alla ricerca il suo ruolo strategico».  I problemi, infatti, non sono solo di natura occupazionale, ma anche di visione del futuro. Sul primo punto, RicAt evidenzia che «solo un quinto delle risorse derivanti dai pensionamenti potrà essere reinvestito per l'assunzione di giovani ricercatori: così si fa cassa sulla pelle dei giovani e si impedisce il ricambio generazionale, fondamentale per non degradare la qualità della ricerca».  Ma le rivendicazioni di RicAt non sono «un'ottusa difesa corporativistica del posto di lavoro». Al contrario, gli atipici difendono «la selezione per merito», ma ricordano che la ricerca è una delle «risorse più importanti per lo sviluppo e la competitività del Paese; attaccandola in modo miope si danneggia in primo luogo l'Italia».

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