Sicurezza
Denuncia di Federcaccia
Invasione di tassi, danni alle colture
Pierluigi Ara
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SAN GIULIANO. Quasi non bastassero i cinghiali e gli istrici a danneggiare seriamente i raccolti, alcune località del lungomonte pisano sono in allarme per la presenza dei tassi, divoratori voraci nei campi e negli orti dove spariscono quelle che dovevano essere prelibate primizie. «I tassi, come gli istrici, appartengono alle specie protette», fa sapere Mauro Bettini, dirigente regionale della Federcaccia e presidente dell'ambito territoriale della caccia cui fanno capo Vecchiano, San Giuliano e Calci. La presenza dei tassi è sorprendente e non era prevista e prevedibile nella quantità che si registra. Se ne è parlato anche in un incontro di cacciatori svoltosi ad Agnano, con il presidente Mario Coltelli, Fausto Buchignani, Enrico Zaccherini ed altri. «Erano spariti, sono tornati più numerosi e aggressivi che mai». È stato detto e ripetuto». «Se sono di nuovo presenti è perché le condizioni ambientali in generale si presentano migliori rispetto al recente passato». Questi soprattutto i concetti ripetuti. Comunque i tassi non sono materia specifica dell'attività venatoria proprio perché non possono essere cacciati. Rimangono i guai e i disastri. «Questo animale - riprende la parola Bettini - annoverato fra i selvatici, è delle dimensioni di un cane di media taglia. Corpo massiccio, zampe robuste e coda corta. La pelliccia grigia, fatta di lunghi peli radi, ricopre tutto il corpo. La testa bianca, con due righe nere evidenti che partono leggermente sopra il muso inglobando occhi ed orecchie e che rendono questo animale inconfondibile. La zampa anteriore appare leggermente più grande della posteriore». Gli agricoltori che hanno ricevuto le gradite visite dei tassi li descrivono come animali dalle abitudini prevalentemente notturne. Sono ghiotti di vegetali, bulbi, tuberi, frutti, piante erbacee e addirittura di funghi. Una costante: esplorano minuziosamente l'ambiente con il naso a terra, zizzagando in tutte le direzioni alla ricerca del cibo. Onnivori in estate e in autunno diventano carnivori d'inverno quando si dedicano quasi esclusivamente alla ricerca dei vermi di terra. Occupano tane composte da estesi sistemi di passaggi sotterranei con parecchie uscite all'aperto.
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