Il Tirreno

Pisa

Al Giardino Scotto si ricorda a 400 anni dalla morte
il genio del più grande pittore del Seicento

La vita stravagante e l'arte del Caravaggio in due serate tra racconti, documenti e film

Lucia Maffei
La vita stravagante e l'arte del Caravaggio in due serate tra racconti, documenti e film

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 PISA. Il suo primo protettore, il cardinal Del Monte, lo definì un "cervello stravagantissimo". Certo Michelangelo Merisi nella sua vita ne ha combinate tante, dalle tele firmate Caravaggio alle oltre 100 citazioni in tribunale per duelli e misfatti vari. E il 18 luglio, a 400 anni esatti dalla morte in provincia di Grosseto, il Comune di Pisa ricorda il più grande pittore seicentesco con la prima delle due "Serate Caravaggio" al Giardino Scotto.  Si comincia alle 21.15 con la conversazione tra Antonio Pinelli, docente di storia dell'arte a Firenze, lo storico dello spettacolo Roberto Scarpa e l'attore Paolo Giommarelli. Un'ora per rievocare la carriera del maestro, integrata dalla lettura di documenti come lettere e ordinanze giudiziarie. Segue la proiezione di "Caravaggio, l'ultimo tempo" di Mario Martone, documentario del 2004 dedicato all'ultimo periodo napoletano, quando l'artista venne gravemente ferito.  Lunedì 19, stessa ora stesso posto, sarà la volta del film "Caravaggio" del regista Derek Jarman, una biografia assai romanzata che vede tra gli interpreti una giovanissima Tilda Swinton, premio Oscar due anni fa, e Sean "Boromir" Bean, che i patiti di fantasy collegano subito alla trilogia del Signore degli Anelli.  Non sarà l'ingresso gratuito a scatenare la corsa ai 400 posti del cinema all'aperto, almeno considerato l'afflusso record alla mostra romana, ora conclusa, e la recente inaugurazione di "Caravaggio a Firenze", aperta fino a ottobre.  Ma perché l'autore del Bacco e del ciclo di S. Matteo piace al grande pubblico? «Perché era un genio, e il genio viene sempre riconosciuto - risponde Silvia Panichi, assessore alla cultura - i suoi quadri sono una gioia anche per gli studiosi, perché ricchi di significati nascosti e sensibili agli influssi dei tanti mecenati».  L'idea di fondo delle serate è che più la vita di Caravaggio fu tormentata, più la sua arte si fece geniale. La luce e l'ombra: un centinaio di capolavori, un omicidio e un'infinità di risse per il pittore che ci guardava truce dalle vecchie banconote da 100mila lire.

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