Il Tirreno

Pisa

Distrutto dal fuoco lussuoso yacht

Candida Virgone
Due immagini del pauroso incendio che ha distrutto lo yacht e l’imprenditore Politi
◗
Due immagini del pauroso incendio che ha distrutto lo yacht e l’imprenditore Politi

La procura indaga per chiarire se si tratti di attentato o corto circuito

3 MINUTI DI LETTURA





 PISA. Uno yacht da sei milioni di euro è bruciato interamente nella notte fra lunedì e martedì dentro la darsena, nella sede della Società Cantieri Navali di Pisa, in via Aurelia Sud 334.  Non è stato ancora chiarito cosa possa aver portato alla distruzione dell'imbarcazione di lusso, un Mangusta 107 (107 piedi, 32 metri dunque) che porta il nome di Bellissima. Le ipotesi sono varie: da quella dolosa ad un possibile corto circuito derivato da lavori in corso all'impianto elettrico.  Sul pauroso rogo la procura ha aperto un'inchiesta mentre la grossa imbarcazione è stata messa sotto sequestro: le indagini sono portate avanti dai carabinieri della stazione di Porta a Mare, intervenuti per primi, e dal nucleo operativo del reparto investigativo del comando provinciale, tutti e due coordinati dal sostituto procuratore Sisto Restcuccia.  Le fiamme sono divampate intorno alle 2 del mattino: a dare l'allarme un passante e poi decine di telefonate arrivate ai pompieri perfino dalla costa, soprattutto da Tirrenia, di persone terrorizzate dal bagliore che riempiva il cielo nella notte. Un allarme sostanziale, che ha evitato di trasformare in un enorme rogo l'intero cantiere, generalmente in ogni caso sorvegliato da telecamere ma anche da guardiani, che però quella notte non ci sarebbero stati.  I vigili del fuoco sono intervenuti con due mezzi completi Aps, tre botti e un'autoscala: in tutto una ventina di uomini che hanno lavorato fino alle prime ore del mattino prima di poter aver ragione della fiamme. Dalle 9 di ieri fino a sera, l'opera dei pompieri nel cantiere è proseguita con l'impiego di una decina di uomini per la presenza di numerosi e continui focolai ed il possibile ripetersi del fuoco, data la massiccia presenza di materiale infiammabile. Unica parte della lussuosa imbarcazione sinistramente sopravvisuta al rogo la carcassa scheletrita dello scafo.  Lo yacht, che viene genericamente noleggiato a terzi, dato il valore è solo parzialmente coperto da assicurazione. Appartiene alla nota società Fast & Fashion Yachts Srl, che si trova in via Darsena 2, poco lontano dai cantieri dove era stata messa a secco per eseguire i lavori di riparazione. La Società a responsabilità limitata vede come presidente il comasco Carlo Maiocchi, primo proprietario del bene, e come amministratore delegato Fabrizio Politi, 38 anni, nato a Milano e residente a Rosignano Marittimo, noto imprenditore, al centro delle cronache rosa per amicizie nel fior fiore del jet set, dalla Parietti alla Marini, e per un fidanzamento con l'ex Spice Girl Geri Halliwell.  «La barca - ha spiegato Politi - appartiene alla Società di charter ma l'anno scorso, affittata ad un cliente, aveva dato problemi all'impianto elettrico. Non avendo possibilità di messa a terra nella nostra sede, l'abbiano affidata ai vicini Cantieri di Pisa dove erano in corso i lavori di riparazione della centralina».  «Ma la barca - dice un dipendente dei cantieri Navali - era stata messa in sicurezza ed era ovviamente staccata dalla linea elettrica. Un corto circuito potrebbe derivare forse solo dalle batterie».  L'opera dei vigili, come spiega il comandante, ingegner Claudio Chiavacci, si è articolata nell'estinzione, proseguita in più fasi per lo spegnimento definitivo, e poi nella refertazione dei reperti tesa ad acquisire elementi per risalire alle cause obiettive dell'incendio».  Sarà l'inchiesta della procura a dare una risposta alle possibili cause dell'incendio.  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa