Il Tirreno

Pisa

Da parte di una ventina di genitori dei bimbi del “nido” di Molina di Quosa

Asilo, domenica di protesta

Pierluigi Ara
Una protesta in un asilo nido
◗
Una protesta in un asilo nido

Riunione in strada: azioni clamorose, se non si smuove nulla

2 MINUTI DI LETTURA





 MOLINA DI QUOSA. Non hanno santificato neppure le feste per portare avanti la battaglia che riguarda la scuola dei loro figli. Domenica scorsa, nonostante il solleone, sono tornati a riunirsi i genitori dei bambini del nido d'infanzia "Trilli", di Molina di Quosa - erano una ventina -, sempre più al centro della polemica, nel braccio di ferro instaurato con l'amministrazione comunale («con una parte di questa», tengono a precisare). Nell'occasione - ne hanno discusso in strada, tra l'asilo e l'abitazione di uno dei genitori - hanno messo a punto nuove iniziative pur di vedere riconosciuti quelli che considerano «sacrosanti diritti sul percorso psico-didattico-formativo».  La vicenda è nota e le famiglie, che senza mezzi termini accusano di «ambiguità e incoerenza» alcuni assessori, i quali avrebbero dato assicurazioni sull'importanza della continuità dell'insegnamento, faranno conoscere le fasi della strategia, anche con manifestazioni clamorose se non avranno «la cosa più semplice, che tra l'altro non costa niente e cioè vedere affidati i figli alle maestre comunali al mattino e alle educatrici di una cooperativa sociale al pomeriggio».  L'opposizione ribadita è a 360 gradi perché le insegnanti comunali non vengano trasferite altrove, vale a dire a Orzignano e a Ghezzano. Mamme e babbi protestano e lamentano: «Veniamo apostrofati come insensibili ed egoisti perché pensiamo solo alla nostra situazione mentre in Comune si stanno facendo in quattro per aprire il quarto asilo nido, tant'è che questo stravolgimento ne è diretta conseguenza. All'inizio - scrivono i genitori - ci siamo cascati, poi ci siamo resi conti di trovarci di fronte ad una colossale bugia o quantomeno ad una mezza verità. Non volevamo entrare specificatamente in certi argomenti, ma se qualcuno ritiene di poterci prendere in giro, non possiamo esimerci dal farlo. La mezza verità è quella letta da qualche parte, l'altra metà è che nobili intendimenti molto enfatizzati diventano un po' meno nobili se si scrive che anche il Comune di San Giuliano deve aprire il quarto nido entro il 2010 per rispettare i parametri dell'accordo di Lisbona, che prevedono la copertura del 33% di posti in relazione alle domande».  «Siamo sicuri che chi ha scritto alcune cose - hanno detto in coro - è vittima di una dimenticanza... Perché se ci fosse volontarietà sarebbe molto grave. Siamo sempre più convinti che la manovra del Governo metta in ginocchio gli enti locali, ma abbiamo l'impressione che in questo caso venga usata come comodo paravento per spostare risorse da una parte all'altra. Chissà come mai per gli asili non ci sono soldi mentre per i "settore qualità nella vita nelle frazioni", che dovrebbe servire a monitorare la qualità della vita nella frazioni (qualcuno ci spieghi l'urgenza), si indice un avviso pubblico per il conferimento di un incarico.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze