Il Tirreno

Pisa

Traditi all'alba da un colpo di sonno

Candida Virgone
Traditi all'alba da un colpo di sonno

Ricostruita dagli agenti della polizia stradale la dinamica della tragedia sull'Aurelia

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 PISA. Sarebbe stato un maledetto colpo di sonno, probabilissimo vista l'ora, a tradire Michael Lemmi, 20 anni, livornese, ieri mattina poco prima dell'alba, lungo l'Aurelia, all'altezza di Campo Darby.  Un colpo di sonno che gli ha fatto perdere il controllo del volante ed ha diretto sinistramente la macchina che guidava, una Ford Fiesta scura, sull'altra corsia e poi contro uno dei pini che costeggia il viale alberato. Uno scontro violento, terribile, su quello stesso viale in cui 18 anni prima aveva perso la vita sua madre, appena ragazza, ed in cui ieri ha trovato una morte orribile e inattesa il cugino che gli sedeva accanto, Simone Talani, 21 anni da compiere a novembre prossimo, un bravo ragazzo, bruno, alto e bello, pieno di vita, che aveva sempre sulla bocca un sorriso meraviglioso. Ora Michael lotta fra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell'ospedale Santa Chiara, mentre gravi sono le condizioni dei due amici che viaggiavano con lui e Simone. Sono Carlo Michelini, ricoverato in chirurgia d'urgenza, l'unico cosciente e che è stato in grado di parlare in qualche modo con gli agenti della polizia stradale, e Giacomo Antonioli, ora in clinica ortopedica: tutti e due di 19 anni, appena maturati, e anche loro, come Michael, giocatori di basket.  Simone viveva a Livorno con il padre Gianpaolo, 53 anni: la madre, Gloria Baluganti, infermiera, se ne era andata quattro mesi fa, a febbraio, uccisa a 52 anni da una terribile malattia. Dipendente del centro oncologico dell'ospedale labronico, era stata uno dei testimoni chiave nel caso Corat, l'inchiesta su una collega della donna che alterava i referti di malati gravi. E in quel tratto, come si diceva, era morta la sorella di Gloria, zia di Simone, mamma di Michael, quando lui era piccolissimo.  Una famiglia insomma colpita da lutti e dolore. Adesso - diceva fra le lacrime ieri mattina la zia paterna di Simone, che aveva accompagnato il fratello Gianpaolo al triste riconoscimento della salma a Pisa - chi avrà il coraggio di dirlo alla mamma? Si chiedeva giustamente chi avrebbe potuto spiegare alla nonna di Simone l'ennesima tragedia che li aveva colpiti.  La dinamica del terribile incidente è stata ricostruita dagli agenti della polizia stradale di Pisa, i primi intervenuti sul posto. Pare che i ragazzi dormissero tutti, ieri all'alba, mentre tornavano dalla Versilia, dopo una serata trascorsa in una discoteca di Marina di Pietrasanta, il Phone Rock. Sono le 4 quando Michael si mette alla guida della sua auto, con accanto il cugino: dietro trovano posto Carlo e Giacomo. Intorno alle 4.45, quasi alle porte di casa, la Ford Fiesta ha invaso improvvisamente la corsia opposta per finire poi la sua corsa contro un albero: l'impatto, violentissimo, si è portato via subito Simone. L'allarme viene lanciato poco dopo, da un automobilista di passaggio. Quando arrivano gli agenti della polizia stradale e i soccorritori del 118 si trovano davanti ad uno spettacolo terribile: la macchina è ridotta ad un rottame e tutti pensano al bilancio peggiore. Attraverso il racconto di Carlo e le carte dell'auto si arriva ad avvisre i familiari e ad identificare Simone, che non ha documenti; poi la sua salma viene composta all'istituto di medicina legale, a disposizione della procura, che sul caso, per quanto chiaro, ha aperto un'inchiesta. Peri i parenti dei ragazzi il risveglio ha il sapore del peggiore incubo.

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