Dalle ex Stallette alla cittadella Galileiana
Carlo Venturini
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Le ex Stallette e, in alto da sinistra, Serfogli e Zambito Arrivati i finanziamenti per l'incubatore di imprese, risolto il problema degli occupanti
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PISA. Sono arrivati i 3 milioni di euro per il recupero delle ex Stallette e quindi le 9 famiglie che occupavano gli immobili in maniera abusiva dovranno lasciare libere le abitazioni entro la fine di luglio. «Con l'arrivo dei finanziamenti della Regione Toscana - ha detto l'assessore Andrea Serfogli - diamo ufficialmente il via alla gara di appalto». Nell'area delle ex Stallette verranno creati sette "incubatori" di azienda (piccole imprese destinate a svilupparsi) che porteranno 18 posti di lavoro solo per la gestione diretta delle strutture. La gara di appalto integrato verrà indetta a fine luglio e per quella data le famiglie dovranno lasciare gli immobili. «Delle 9 famiglie occupanti le ex Stallette - interviene l'assessore alle politiche abitative, Ylenia Zambito - quattro hanno diritto all'alloggio popolare e tre avranno case con affitto a canone agevolato». Due delle famiglie rimanenti non godranno di alcun beneficio «perché - spiega Zambito - hanno dichiarato un reddito di 31mila euro e di 39mila euro ed è stata loro inviata una lettera in cui si intima di lasciare liberi gli immobili». Le ex Stallette rappresentano un tassello fondamentale nello scacchiere della Cittadella Galileiana fatta dal Museo del calcolo e dalla ludoteca scientifica. «Al posto degli immobili fatiscenti, insicuri e malsani - dice Serfogli - ci verranno strutture che rappresenteranno anche un volano economico ed occupazionale per Pisa perché oltre ai 18 addetti alla gestione del complesso, ci lavoreranno anche le persone di queste nuove società dell'hi tech». «E' per questa decisiva importanza delle ex Stallette - spiega Serfogli- che questa amministrazione non può più tollerare situazioni di occupazioni senza titolo, occupazioni che erano già state denunciate dall'ex assessore al bilancio Sergio Cortopassi». «Abbiamo deciso di chiudere con la stagione delle sanatorie - ha spiegato Zambito - perché a partire dal dopoguerra le assegnazioni di case popolari venivano fatte in maniera un po' troppo "allegra", ma oggi le regole sono stringenti e devono essere uguali per tutti». E' pur vero che quelle famiglie vivevano lì da decine di anni. «Le ex Stallette - puntualizza Serfogli, carte alla mano - erano nel 1800 i veri macelli pisani e poi nel 1900 sono diventate le stalle per i macelli che erano stati trasferiti nella struttura dove ora c'è il museo del calcolo, e solo nel dopo guerra c'è stata l'occupazione di quegli immobili che, ripeto, non hanno mai avuto negli anni una destinazione abitativa ufficiale e dove per anni il pagamento delle utenze sono state scaricate sulle casse comunali». «Nessuno è contento di lasciare la casa dove viveva da anni - spiega Zambito - e dopo una prima protesta di alcune famiglie, la situazione si è rasserenata anche perché le case popolari sono meglio delle ex Stallette».
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