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Baglietto: il giudice dice sì al concordato

Baglietto: il giudice dice sì al concordato

Antonov si ritira, ma per ora si allontana lo spettro del fallimento

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 PISA. Via libera al concordato preventivo per i cantieri Baglietto, storico produttore di yacht, da alcuni mesi in crisi. La sezione fallimentare del tribunale della Spezia, all quale di era rivolto, il 22 giugno scorso, il liquidatore del gruppo, Federico Galantini, ha dato il via libera alla procedura. Per l'azienda, dunque, si allontana lo spettro del fallimento. mentre emerge che l'imprenditore russo Vladimir Antonov, uno dei cinque soggetti che hanno fatto offerte di acquisto per il gruppo, si è ritirato. Nel documento firmato dal presidente del tribunale, Edoardo d'Avossa, si legge che per «la procedura di concordato preventivo della Baglietto snc di Cantieri navali Baglietto srl con unico socio, nonchè dei soci illimitatamente responsabili di essa Cantieri navali Baglietto srl, gruppo Baglietto spa, Cantieri di Pisa e Speziayachting», cioè tutte le società comprese nella procedura, viene delegato il giudice Alberto Cardino. Commissari sono nominati, invece, i commercialisti Luca Sodini e Rosanna Ghirri. Il tribunale, inoltre, fissa 15 giorni di tempo per il deposito, presso Banca Carige, di un milione di euro, «per spese di giustizia», spiega Galantini. Infine il tribunale ha convocato, il 26 ottobre i creditori, per l'udienza in cui questi dovranno votare la proposta di concordato che sarà, per allora, corredata dell'offerta per l'acquisto di Baglietto. Un'offerta che Galantini, come legale rappresentante della società, avrà selezionato tra quelle pervenute. Se i creditori accetteranno il concordato, spiega il liquidatore, «l'azienda, per la quale sono previste una serie di fusioni tra le varie società (Baglietto, Cantieri di Pisa e Speziayachting), che la faranno ritornare un'unica realtà, sarà ceduta all'acquirente per un euro, più i circa 30 milioni di euro destinati al pagamento dei creditori». Secondo il piano predisposto da Galantini, i creditori della holding Baglietto verrebbero liquidati al 5%, quelli delle societa operative al 10%. Se i creditori dicessero no al concordato si andrebbe al fallimento, con la discesa del valore di Baglietto da 30 a 22 milioni. Nel frattempo, afferma Galantini, «io proseguirò nella continuità aziendale, trattando con gli armatori che hanno fatto ordini, per arrivare alla consegna delle barche e valuterò le offerte, che sono di quattro soggetti: i cantieri Sanlorenzo, la Overmarine, la Siman e la statunitense Bix».

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