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Pisa

Ripescaggi in C1, il giallo si infittisce

A.Scuglia - F.Loi
Ripescaggi in C1, il giallo si infittisce

I 400mila euro chiesti dalla Lega spaventano molti potenziali concorrenti

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Porte che si aprono e che si chiudono. Le quotazioni dei nerazzurri, alla "borsa del ripescaggio" in Prima divisione, subiscono oscillazioni continue. Oggi scadono i termini per la presentazione del ricorso da parte delle società escluse. E' una corsa contro il tempo e contro problematiche che questi club devono risolvere in poche ore, dopo che non sono stati in grado di affrontarle per mesi. Quante sistemazioni "all'italiana" ci saranno? E' questa una delle prime domande cui si lega il destino dell'Ac Pisa.

Oggi i ricorsi. La stessa Covisoc mercoledì prossimo si esprimerà sulla validità dei ricorsi. Poi, venerdì 16, il consiglio della Federcalcio tirerà le somme. Al momento la certezza sono i posti lasciati liberi in Prima divisione dalle quattro società che nemmeno avevano presentato domanda di iscrizione: Gallipoli, Mantova, Perugia e Rimini. E quanti posti realmente hanno la possibilità di essere lasciati liberi dopo i ricorsi? I club sotto giudizio sono tanti, ma con posizioni assai diversi l'uno dall'altro. Tuttavia conviene subito precisare che quelli più a rischio sono di Seconda divisione e quindi non toccano gli interessi del Pisa per l'eventuale ripescaggio. In Prima, da 4 i posti potranno salire fino a 5-6: è molto difficile che siano di più.

Le pericolanti. Secondo le ultime indiscrezioni, tutto si gioca sulle posizioni di quattro società. L'Arezzo, che sembrava ormai spacciato, sta facendo di tutto per mettersi in regola. Anche la Cavese sta lottando in maniera convinta, ma solo sul filo di lana saprà se sarà riuscita a cavarsela. Le situazioni più complicate sembrano quelle del Marcianise e della Salernitana. Il presidente del Marcianise, a parole, sembra aver gettato la spugna. Al contrario quello della Salernitana rilascia dichiarazioni tranquillizzanti, però non la pensano allo stesso modo i tifosi locali, che sono decisamente preoccupati. Al momento sono dunque il Marcianise e la Salernitana i club che più di altri possono aumentare il numero dei posti vuoti in Prima divisione. Una cosa è sicura e andrà comunque a vantaggio del Pisa: la ventina di squadre costrette a fare ricorso saranno praticamente tutte penalizzate nella classifica di partenza del prossimo campionato, che sia di Prima o di Seconda divisione.

Le ripescabili. Detto che dalla Lega Pro continua ad uscire la voce dell'eventualità di due gironi a 16, con la conseguenza di non ricorrere a ripescaggi, bisogna vedere quante delle società che quando sarà resa nota la graduatoria delle ripescabili saranno davanti al Pisa, faranno veramente domanda per la Prima divisione. Alcune l'hanno già fatta, ma senza allegare le necessarie fidejussioni. Quella che spaventa di più è una delle tre da 400mila euro, a fondo perduto, a vantaggio della Federcalcio. Uno sforzo non indifferente a fronte di bilanci già in difficoltà. Sarà uno degli elementi che più farà la differenza.

Posti già occupati. Se i posti a disposizione fossero "solo" i quattro già conosciuti, le possibilità per il Pisa di salire in Prima non sarebbero moltissime. Dalle ripescabili che hanno più titoli dei nerazzurri stanno emergendo candidature che potrebbero centrare l'obiettivo. Già si sapeva del Pavia e si aggiunge ora il Barletta: è stato lo stesso presidente Sfrecola a far uscire questa intenzione. «Credo proprio che la domanda di ripescaggio alla fine sarà fatta e, a mio avviso, abbiamo anche buone possibilità». La metà dei posti liberi in questo modo è già fuori causa per i nerazzurri. In bilico Paganese e Siracusa. Riguardo alla Paganese, il presidente Trapani ha detto che il suo club «difficilmente riuscirà ad ottenere il ripescaggio in Prima per le ulteriori garanzie economiche richieste dalla Lega (la fidejussione da 400mila euro a fondo perduto, ndr) che al momento non siamo in grado di offrire». Per questo è stata lanciata "Uniamo... C1", sorta di colletta tra gli imprenditori. Situazione simile a Siracusa, dove l'esborso è considerato pesante, ma la voglia di provarci c'è sempre.

In bilico. Notizie differenti da Giulianova, dove l'amministratore delegato D'Agostino dice: «Se Macalli rimarrà inflessibile nella richiesta del contributo a fondo perduto di 400mila euro alla Figc, non mi sentirei, nemmeno moralmente, di dare seguito alla domanda di ripescaggio in Prima Divisione, già formalmente presentata». La fidejussione è confermata. Voci si erano sparse su un Brindisi battagliero, ma la famiglia Barretta ha smentito tutto: la squadra è iscritta solo alla Seconda divisione e l'intenzione è quella di lasciare. Siamo sul filo.

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