Attenzione
«Meno burocrazia contro la crisi»
Daniela Salvestroni
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Il ministro Matteoli col presidente degli Industriali Pacini e uno scorcio della salaLa ricetta di Pacini all'assemblea dei soci con Matteoli presente
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PISA. Per far fronte alla crisi è necessario ridurre l'impatto negativo della burocrazia e accelerare i tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione. Questa è la soluzione proposta dal presidente dell'Unione industriale pisana Pierfrancesco Pacini in occasione dell'assemblea generale dei soci che si è tenuta ieri alla presenza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti Altero Matteoli. In una fase propedeutica alla ripresa è necessario un rapporto tra imprese e istituzioni e sulle infrastrutture il modello prospettato dal ministro Matteoli prevede forme di partenariato pubblico-privato, anche per gli interventi che riguardano la nostra provincia, come il nodo Aurelia e l'adeguamento funzionale del canale dei Navicelli. Una risposta indiretta al sindaco Marco Filippeschi che dalle pagine del nostro giornale aveva formulato quattro richieste al ministro. L'obiettivo è abbassare la quota pubblica sulle infrastrutture che dal 2002 è pari al 75%, in modo da arrivare al 20%. «E' un impresa difficile - ha detto Matteoli - ma siamo di fronte a una nuova stagione. Se a Pisa si riuscisse a realizzare le infrastrutture con forme di partenariato pubblico-privato, potrebbe diventare un'antesignana». Dall'incontro è emerso il quadro dell'andamento dell'economia pisana. La nostra provincia ha visto ridursi dal 2008 al 2009 l'incidenza dell'export sul fatturato industriale del 5,50%, passando così dal 35,50 al 30%, mentre quello della Regione Toscana è sceso del 2,5% (dal 31% al 28,50%). La cassa integrazione ordinaria è aumentata dal 2007 al 2009 del 645% (da 485 mila ore a oltre 3 milioni 100 mila ore) e la cassa integrazione straordinaria del 2000% (da 36 mila ore a oltre 720 mila ore). Nei primi quattro mesi del 2010, confrontati con lo stesso periodo dell'anno scorso, l'ordinaria è aumentata del 24% con oltre 970 mila ore e la straordinaria del 1400% con oltre 370 mila ore. Il tasso di disoccupazione totale 2007/2009 in Toscana è salito di 1,5 punti (da 4,3 a 5,8), mentre a Pisa di circa 1 punto (da 4,6 a 5,5). Gli occupati nell'industria sono però scesi tra il 2007 e il 2009 del 6% in Toscana e del 3% a Pisa, dati che subiscono l'effetto positivo degli ammortizzatori sociali. «E' vero che nei primi mesi dell'anno abbiamo timidi segnali di ripresa all'interno e una stima di crescita più robusta all'estero - ha dichiarato Pacini - ma l'effettiva tenuta delle previsioni è però tutta da verificare. Una cosa è certa, quelli che operano solo sul mercato interno devono prepararsi a un paio d'anni di relativa stagnazione aumentata dalla pur necessaria manovra governativa. Per gli esportatori si presenta il problema della competitività e in generale si pone la questione di una struttura della nostra economia che sta cambiando sotto la spinta della globalizzazione». Tra le soluzioni possibili il presidente dell'Unione industriale ha indicato come prioritaria la semplificazione burocratica. «Un primo esempio - ha spiegato Pacini - è quello di accelerare i tempi di pagamento da parte della pubblica amministrazione che a oggi rimangono in oltre 200 giorni, contro i 65 della Francia, i 48 del Regno Unito e 36 della Germania». Ma è necessario anche un ruolo degli istituti del credito più vicino alle imprese e un percorso comune con i sindacati. «Se qualcuno pensa di occuparsi solo delle cose proprie o del proprio gruppo di appartenenza - ha concluso Pacini - è bene che consideri che quel tempo è finito. La crisi greca ha avuto almeno il pregio di mettere questa dura realtà sotto gli occhi di tutti».
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