Finanza
Corvo, chiesto il processo per 13
Candida Virgone
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Le tribunette usate per le manifestazioni storiche Si divide in 4 tronconi l'inchiesta sulle spese allegre in Comune
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PISA. Corvo e spese allegre a palazzo Gambacorti, secondo atto. Sono partite le richieste di rinvio a giudizio, 13 in tutto, più una citazione diretta a processo. Senza passare dal gip. Le 13 richieste avanzate dal pm Giovanni Porpora riguardano dieci dipendenti e tre imprenditori locali. La citazione diretta a giudizio riguarda un altro noto dipendente comunale. A poco più di un anno di distanza dall'inizio delle indagini, dunque, prende corpo anche il secondo troncone dell'inchiesta sulle accuse dell'anonimo corvo di palazzo Gambacorti. La prima tranche è già entrata nel vivo con il processo fissato per settembre e che vede sul banco degli imputati due persone, a proposito degli appalti sui fuochi d'artificio del Giugno Pisano: sono l'ex funzionario Daniele Berti, fino all'aprile 2009 dirigente del settore manifestazioni storiche e sport, ed un imprenditore della provincia, Guido Vannozi, 45 anni, di Lari, titolare dell'azienda Ciandri di Terricciola. I due sono accusati, a vario titolo, di truffa, turbativa d'asta e abuso d'ufficio in concorso fra loro. E non è tutto. Questa seconda tranche non sarebbe l'ultima in cui l'inchiesta, che è partita in più direzioni, si sarebbe divisa. Si parla, per ora, di almeno quattro tronconi riservati, per motivi diversi, alla stessa vicenda. Più di novemila pagine di atti. Tutto inizia nel maggio del 2009, con l'arrivo di lettere su presunte spese disinvolte in Comune, inviate da un anonimo corvo, svolazzante su Palazzo Gambacorti a scadenze canoniche, ma soprattutto all'arrivo del Giugno Pisano. I vertici del palazzo informano la procura che sul caso apre un'inchiesta, coordinata da Porpora. Nel mirino del corvo e degli inquirenti Daniele Berti (il dirigente del settore 12, che raccoglie un piccolo impero, cerimonie, supporti logistici, autoparco, tipografia, manifestazioni storiche e sport) e una raffica di presunte inadempienze: da pianisti all'opera al timbro del cartellino fino all'uso dello straordinario (fatto da dipendenti comunali per ditte esterne nelle ore in cui risultavano al lavoro negli uffici del palazzo), dall'utilizzo disinvolto di alcuni mezzi, in particolare auto e furgoni affittati al nero, adoperati anche per scopi personali o gite private in montagna e che circolavano di notte (al punto che uno è stato multato davanti ad un night) anche quando dai registri ufficiali risultavano fermi in garage, a buoni di carburante del Comune usati per mezzi privati, fino alle spese per il montaggio delle tribunette, il cui costo improvvisamente, con la nuova gestione e nelle ultime due edizioni del Giugno, secondo i funzionari di palazzo Gambacorti si sarebbe ridotto di un terzo. Ma scavando su una presunta gestione disinvolta delle spese, l'attenzione della procura si è spostata anche su altre vicende, dividendo in questo modo l'inchiesta in più tronconi, che vedrebbero però sempre in primo piano il dirigente. Diversi i reati ipotizzati fin dall'inizio: si va dal peculato alla truffa e all'abuso d'ufficio, in concorso e con la continuazione del reato, con posizioni differenti per gli indagati. In primo piano nell'inchiesta (che corre parallela ad una analoga della Corte dei Conti) c'è il conto corrente del Comitato delle Repubbliche Marinare: da questo conto, chiuso al momento della bufera, secondo l'accusa si sarebbe attinto con leggerezza per tutto, al di fuori dei bilanci.
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