La manifestazione
Si moltiplicano i casi di abbandono sul lungomonte e i poveri animali si riuniscono
Paura per un branco di cani
Pierluigi Ara
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Due cani vagano per la strada verso il Serra Intervengono i vigili per mettere la situazione sotto controllo
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MONTE SERRA. Barbarie estive contro gli amici dell'uomo a quattro zampe. Si moltiplicano i casi di abbandono. Almeno una dozzina di cani vaga sù e giù sul monte pisano, senza controllo, creando non pochi problemi. I cani talvolta si riuniscono in branco, il gruppo si scompone e si ricompatta percorrendo non di rado di corsa la strada provinciale che sale verso il Monte Serra, ma si spinge non di rado sul versante di Buti e dalla parte di Santallago. Prima erano due o tre, via via si sono aggiunti altri dopo che individui, evidentemente di pochi scrupoli, hanno lasciato le bestiole divenute forse ingombranti e scomode per i padroni quando si tratta di andare in vacanza. Se ne sono sbarazzate dimenticando tra l'altro che chi disperde o maltratta gli animali commette un preciso reato punito dalla legge. I vigili di polizia comunale, per effetto di ripetute segnalazioni, si sono attivati anche perché ne va soprattutto della sicurezza sul territorio. Silvio Degli Innocenti, titolare del bar ristorante "Le Porte" riferisce: «Una vigilessa è venuta da me per saperne di più. Desiderava acquisire alcuni elementi supplementari, intanto sul numero esatto dei cani abbandonati, le loro abitudini, i movimenti e tutto ciò che potesse essere utile. Sò che la gente ha paura perché il branco, anche se i cani non appartengono a razze pericolose, costituisce pur sempre un problema». Laura Gracci offre la sua testimonianza: «Ho visto più volte i cani, quando sono tanti e quando meno. Scorrazzano senza alcun freno, credo che la maggior parte sia formato da bastardini, quasi tutti sono di manto chiaro». Silvano Consani interviene: «Sono solito rifornirmi ad una fontana lupestre. Proprio l'altro giorno mi sono spaventato, investito dall'abbaiare frenetico delle bestiole. Non sono fuggito, ma non sono più andato a rifornirmi». Michele Bonanni, già presidente della cooperativa del lungomonte pisano dice: «I cani lasciati incustoditi, almeno dodici, spinti dalla fame, e perché in gruppo, rappresentano un rischio da non sottovalutare. Per questo le autorità e chi di competenza non possono non intervenire. Prima che sia troppo tardi».
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