Sicurezza
Ikea a Migliarino: cala il sipario
Daniele Benvenuti
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Larea a Migliarino destinata a finalità commerciali Ma si aprono prospettive di sviluppo per altre attività commerciali
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VECCHIANO. «L'area di Migliarino è stata individuata come zona destinata ad attività produttive, commerciali e di eccellenza da definire all'interno del piano strutturale d'area. Di conseguenza il progetto Ikea così come proposto è stato nuovamente respinto». Questa la sintesi da parte del sindaco di Vecchiano Rodolfo Pardini del consiglio comunale di mercoledì scorso che ha affrontato nuovamente la questione del futuro dell'area di Migliarino a ridosso dell'Aurelia. Un passaggio forse decisivo che si è concluso con qualche mal di pancia nella maggioranza. Al momento del voto sul documento presentato da "Insieme per Vecchiano", sono usciti dall'aula i due esponenti di Rifondazione (il consigliere Cerri e l'assessore alle attività produttive Meini) da sempre contrari ad Ikea; assente anche Daniele Canarini (segretaria del Pd di Migliarino) mentre si è astenuto l'altro consigliere migliarinese del Pd Piero Lomi. Maggioranza che precedentemente aveva respinto l'ordine del giorno del consigliere Chiappalone che chiedeva il via libera ad Ikea. Il documento votato è stata la sintesi del lavoro degli esperti nominati dal Comune. Un atto che ribadisce come la questione delle infrastrutture sia il principale ostacolo al colosso svedese nella formulazione del progetto targato Ctc. «Lo studio sulla viabilità realizzato dal professor D'Armini - spiega Pardini - mette in evidenza che già nelle condizioni attuali di traffico è necessaria la nascita di una variante Aurelia a Migliarino. Nel momento in cui dovesse essere costruito un centro commerciale sarebbe imprescindibile realizzare un nuovo casello autostradale ed un ampliamento dell'Aurelia o, comunque, una variante. Tali interventi sono fondamentali, a meno che non si vogliano estendere a tutto l'anno le condizioni di fila continua che caratterizzano le domeniche estive. E tali operazioni infrastrutturali avrebbero il costo di diverse decine di milioni di euro, una somma che ad oggi nessun ente pubblico o privato è in grado di poter sostenere. Alla luce di tale studio, dunque, è ancora attuale la decisione presa nel 2007 dal consiglio comunale di Vecchiano che rifiutò il progetto del Ctc. Inoltre - afferma ancora il sindaco - l'organo consiliare si è pronunciato sul fatto che in quella area il piano strutturale indicherà nel dettaglio la superficie disponibile per i nuovi insediamenti produttivi e la tipologia di interventi alle infrastrutture che dovranno essere realizzati per utilizzare questa nuova zona». La conclusione del primo cittadino: «È nostra ferma intenzione non adottare la logica di coloro che dicono sì o no a Ikea in base a mere questioni di principio, o, peggio ancora, modificare radicalmente il nostro punto di vista in base ad oscure motivazioni, come coloro che oggi sostengono la nascita del colosso svedese mentre ieri parlavano di speculazione edilizia ad opera delle cooperative rosse».
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