Sicurezza
Sul litorale 5 piste ciclabili diverse
Giovanni Parlato
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La pista ciclabile che termina a Tirrenia costringendo i ciclisti ad attraversare la stradaAltro che relax, chi da Calambrone pedala fino a Marina va in paranoia
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TIRRENIA. Il ciclista che si avventura sul litorale va in paranoia. Passa per ben cinque piste ciclabili differenti da Calambrone a Marina. Il primo tratto, a Calambrone, è quello più ad alto rischio sia per mancanza della protezione che per l'asfalto su cui si sale e scende. In questo tratto, bisogna stare particolarmente attenti alle auto che escono dagli stabilimenti balneari e che sono parcheggiate negli stalli blu a fianco della ciclabile dove all'improvviso si può aprire una portiera. L'anno scorso un ciclista finì all'ospedale con un ginocchio rotto. Si continua su questo tracciato per un bel pezzo fino a quando la ciclabile viene delimitata invece che da una semplice striscia gialla da un cordolo in cemento. In questo percorso, l'asfalto è anche stato rifatto. Per il ciclista, il cambio (in meglio) è notevole, ma il tratto è breve e i lavori di prolungamento cominciati nella tarda primavera e poi interrotti, riprenderanno al termine della stagione estiva. In seguito, il tracciato cambia per la terza volta. Al posto del cordolo di cemento c'è un'aiuola, sempre delimitata dai cordoli per cui il ciclista pedala ancora in sicurezza. In questo tratto, lo stato di degrado e di abbandono dell'aiuola (come segnala lo stesso Garzella nella sua interpellanza che pubblichiamo) è vergognoso. Nelle aiuole sono stati installati all'inizio dell'estate dell'anno scorso, i tubi per l'inaffiamento che sbucano nel nulla. L'amministrazione aveva promesso (già la precedente estate) che le aiuole sarebbero state abbellite con piante, ma sono solo cresciute erbacce che ogni tanto vengono tagliate. Non sarebbe male sapere quanti soldi ha speso il Comune per il sistema d'irrigazione mai utilizzato. Si procede sulla ciclabile fino ad un centinaio di metri prima della piazza (all'altezza del bagno Siria), da dove comincia lo spartitraffico. Il ciclista ha due possibilità. O s'infila nel vialetto del bagno Alma e poi prende il sentiero (che è pedonale) in mezzo alla pineta per sbucare in piazza oppure attraversa le strisce pedonali e prosegue dall'altra parte della strada. In ogni caso, il ciclista, nel rispetto del codice della strada, dovrà attraversare la piazza sul lato destro e dopo la rotatoria su via Pisorno attraversare nuovamente la strada per portasi sulla sinistra. Il grande marciapiede che arriva fino all'inizio di Marina serve sia i pedoni che i ciclisti. La parte più ampia è una pista ciclabile (la quarta), ma il Comune da quando l'ha realizzata (sono oltre due anni) non ha mai messo una segnaletica che informi i turisti che quella è una ciclabile (c'è solo un cartello verticale del tutto insufficiente che indica la fine della pista). In questo modo, sulla ciclabile, ci sono persone che vanno a piedi, che fanno jogging, mamme col passeggino. Un bel tratto di marciapiede per le due ruote cui sarebbe bastato disegnare la bici per terra per segnalare che si tratta di una ciclabile. Arrivati a Marina, il marciapiede si restringe e la ciclabile si interrompe. Bisogna pedalare fino all'abitato di Marina dove sul lungomare c'è una ciclabile (la quinta) delimitata da una striscia gialla per terra e dai catarifrangenti fissati nell'asfalto. Questo tratto è abbastanza pericoloso in quanto ci sono automobilisti distratti che invadono la corsia a danno dei ciclisti.
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