La manifestazione
Cala il reddito da micro-impresa
In provincia -2,2% e va meglio di altre realtà
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PISA. Quasi 800 euro in meno in tasca. La crisi economica non risparmia il lavoro autonomo e il mondo della micro-impresa. Anche la realtà pisana accusa il colpo, con un arretramento medio nei redditi pro capite pari al 2,2%. E' quanto emerge dagli studi di settore relativi al 2008, diffusi dal Dipartimento dell'economia ed elaborati dal Sole 24 Ore. Conviene subito sottolineare che si tratta appunto delle cifre di due anni fa, quando l'ondata della crisi stava arrivando, ma è poi nel 2009 che ha fatto avvertire tutto il suo peso. Dunque, sarà la prossima rilevazione ad essere ancor più negativa. Si consideri però che, prendendo le dieci province toscane, già da questa statistica sono tutte con il segno "meno", con l'unica eccezione di Lucca che non fa registrare differenze. In tale contesto Pisa, come suol dirsi, galleggia. E' sesta in Toscana e perciò giusto a metà classifica; e 28ª in Italia (su 103 province), cioè abbastanza in alto. Guardando più da vicino i numeri, il reddito medio pisano del lavoratore autonomo e del titolare di una piccola impresa ammonta in media a 31mila e 100 euro, di circa 1.000 euro sopra la media regionale. La flessione del 2,2% è tutto sommato contenuta e, in questo caso, sotto la media toscana (2,6%). Niente a che vedere insomma con il tonfo di Prato, che ha il poco invidiabile primato nazionale nella graduatoria delle flessioni con il -8,5%: un dato praticamente doppio rispetto all'altra provincia toscana meglio (anzi peggio) piazzata in questa graduatoria, ovvero Siena con il -4,6% (12º nazionale). La pessima performance di Prato è dovuta sia al complessivo tessuto economico di quella realtà, sia al fatto che proprio il tessile è quello che più ha risentito della crisi. Tra gli altri comparti maggiormente toccati dalla congiuntura economica spiccano l'abbigliamento, trasporti, costruzioni, ristorazione; e sono sicuramente questi i fattori che hanno portato anche Pisa ad arretrare a livello di redditi. Va detto che la sofferenza di questo esteso segmento occupazionale si evidenzia anche dai numeri più generali: basti pensare che, sempre facendo riferimento agli studi di settore 2008, risultano 3,52 milioni i contribuenti da lavoro autonomo o titolari di piccole e piccolissime aziende: il calo rispetto all'anno precedente è del 5,6%. Ulteriore aspetto meritevole di riflessione è quello che evidenza, a proposito dei ricavi, una dinamica priva di eccessivi scossoni: sostanzialmente infatti si notano minori dislivelli rispetto all'annualità precedente. In molti hanno rinunciato ai margini di guadagno per tenere comunque una rotta sicura e quote di mercato in previsione della ripresa. E' interessante notare come il lavoro autonomo a Pisa e provincia produca un reddito medio che, in Toscana, è secondo solo a quello di Firenze (33mila e 600 euro) con un differenza di circa 2.500 euro. A seguire Lucca, staccata di 1.000 euro.
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