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Sanzo, assist alle richieste di Rebeldia: «No allo sgombero»
Carlo Venturini
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Una protesta a favore di Rebeldia L'assessore provinciale dice di verificare l'ipotesi ex Asnu, il Comune conferma la proposta in via Saragat
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PISA. Un no alle ruspe ed un sì ad un immediato sopralluogo nell'ex Asnu di via Emanuele Filiberto dove il cartello di associazioni di Rebeldìa vorrebbe trovare una nuova sede. Questa è la posizione dell'assessore provinciale Sanzo. Ma mentre lui si esprime in questo senso, facendo una sorta di assist a Rebeldìa, i consiglieri di minoranza del Comune accompagnati dall'assessore Maria Paola Ciccone sono andati in via Saragat a fare un sopralluogo nell'area dove dovrebbe sorgere la nuova sede per le associazioni di Rebeldìa. «Confermo - dice Ciccone - l'ottima scelta fatta dall'amministrazione comunale di destinare la palazzina di via Saragat ed i 2000 m/q di verde all'associazionismo giovanile». Nessun ripensamento dunque da parte del Comune sul nodo della nuova sede di Rebeldìa che entro il 20 luglio deve lasciare gli spazi di via C.Battisti per fare spazio ai cantieri. Si spacca dunque il fronte istituzionale sulla «vexata quaestio» di un nuovo spazio aggregativo di Rebeldìa anche se Sanzo, ci tiene a precisare che lui esprime una posizione del tutto personale e come cittadino comune. Fatto sta che Sanzo era tra quelle 250 persone che hanno partecipato qualche giorno fa all'assemblea pubblica su Rebeldìa ed è chiaro nel dire che: «Pisa non può permettersi di arrivare all'uso delle ruspe». Sanzo aggiunge subito dopo: «I tempi stringono, una soluzione idonea deve essere trovata, soluzione che non mi pare possa essere quella di via Saragat, proprio per una questione di tempistica». Già perché il 20 Luglio si avvicina, ed i cantieri per la Sesta Porta in via battisti fremono. Lo spiraglio per uscire da questo empasse, Sanzo lo intravede nel doveroso sopralluogo negli spazi di via E.Filiberto. «So che lì ci sono aule di informatica e di biologia - puntualizza Sanzo - ma stando a quanto emerso dall'assemblea pubblica sembra ci sia un ambiente molto grande ed idoneo forse congeniale ad ospitare le attività delle associazioni». Quindi per tagliare la testa al toro ci vuole un sopralluogo anche se dobbiamo ricordare che l'Università ha già risposto picche a questa soluzione prospettata dai rappresentanti di Rebeldìa, ipotesi che trova però nuovo impulso con l'intervento del «cittadino» Sanzo. E quindi, nuovamente, il caso Rebeldìa viene rimbalzato tra i tavoli di Comune ed Università. Ed i portavoce di Rebeldìa, in una nota chiedono che Comune e Provincia si impegnino proprio sullo spazio ex Asnu di via Emanuele Filiberto.
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