Il dolore
Muore impresario per la Legionella
Candida Virgone
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Il reparto di malattie infettive di Cisanello Per i medici un caso sporadico, non contratto in ambienti pubblici
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PISA. Allarme per un caso letale di legionella. È stato ucciso dalla malattia, a 62 anni, un noto imprenditore calcesano, Giuseppe Rapattoni. L'uomo aveva iniziato a sentirsi male circa una settimana fa, con febbre alta, soprattutto di sera, e difficoltà respiratorie. Inizialmente si era pensato ad una polmonite, ma era stato il ricovero nel reparto di malattie infettive di Cisanello, venerdì, a chiarire subito di cosa si trattasse. La diagnosi è stata fatta dai medici nel giro di un'ora, ma la tempestività non è bastata a salvare la vita all'imprenditore, afflitto purtroppo già da gravi problemi cardiaci e polmonari. La malattia, contratta in maniera sporadica ed episodica, è diventata purtroppo fatale in una persona a rischio. L'uomo è stato subito trasferito nel reparto di terapia intensiva diretto dal professor Guarraccino, ma poco dopo si è spento, assistito dalla figlia, infermiera proprio nella clinica di malattie infettive. L'episodio, definito appunto dai medici sporadico, non desta dunque allarme sociale. Non si tratterebbe di una forma contratta in ambienti comuni a cui in genere segue una stretta profilassi, e quindi nessuna misura sarebbe stata necessaria per chi ha diviso con la vittima spazi e ambienti che potrebbero essere causa dell'infezione. Questa sarebbe stata contratta da fonte ambientale, ma non identificabile: probabilmente, gestendo l'imprenditore un'azienda edile, da fonti di movimentazione terra. La malattia, come si sa, non è contagiosa, ma è conseguenza di un batterio che si trova nell'aria e si diffonde facilmente attraverso installazioni che producono acqua nebulizzata, da condizionatori non puliti a tubature vecchie, serbatoi, bollitori, soffioni delle docce, sistemi idrici di emergenza, perfino da vasche e piscine per idromassaggio. «L'uomo contrae l'infezione - spiega il dottor Maurizio Cecchini, cardiologo del reparto universitario di medicina d'urgenza del nostro ospedale - attraverso aerosol, cioè quando inala acqua in piccole goccioline contaminata da una sufficiente quantità di batteri; quando questa entra a contatto con i polmoni di soggetti a rischio, insorge la legionellosi, che può essere confusa con la polmonite. L'infezione può dar luogo a due quadri clinici: la febbre di Pontiac o la malattia del legionario. La febbre di Pontiac ha un periodo di incubazione di 24-48 ore e si risolve in 2-5 giorni, accompagnata da malessere generale e cefalee seguiti da febbre. La malattia dei legionari ha un periodo di incubazione medio di 5-6 giorni ed è molto più grave: oltre a malessere, cefalee e tosse, possono essere presenti sintomi gastrointestinali, neurologici e cardiaci e complicanze varie; nel 15% dei casi, i più gravi, può essere appunto letale». «Sono fattori di rischio l'età, il fumo, l'immunodeficienza, il sesso maschile e patologie cronico-degenerative. Ovviamente - aggiunge il cardiologo - è importante la prevenzioone, soprattutto per gli impianti idrici: bisogna fare manutenzione e pulizia accurate, evitando ristagni, lunghezze eccessive di tubazioni, contatti tra acqua e aria o accumuli in serbatoi non sigillati. Bisogna scegliere con cura i materiali (il rame ad esempio inibisce la proliferazione della legionella) e preferire negli impianti i sistemi water spray a torri evaporative».
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