Attenzione
Imprenditore di 62 anni ucciso dalla legionella
Un imprenditore edile di 62 anni, pisano, è morto dopo essere stato colpito da legionella. L'uomo era considerato una persona a rischio, avendo già problemi di cuore e polmonari. Per i medici, si tratterebbe di un fatto episodico, che non avrebbe richiesto profilassi per chi con l'uomo divideva spazi e ambienti.
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PISA. Un imprenditore edile di 62 anni, pisano, è morto dopo essere stato colpito da legionella. L'uomo era considerato una persona a rischio, avendo già problemi di cuore e polmonari. Per i medici, si tratterebbe di un fatto episodico, che non avrebbe richiesto profilassi per chi con l'uomo divideva spazi e ambienti.
Sempre per i medici l'infezione potrebbe essere anche dovuta al suo lavoro e al contatto con la terra. Il sessantaduenne, morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cisanello di Pisa, aveva iniziato a sentirsi male circa una settimana fa. Poi il ricovero in ospedale, inizialmente nel reparto di malattie infettive dove gli è stata diagnosticata l'infezione e avviata l'adeguata terapia. "Si tratta di un caso isolato, sporadico, acquisito presumibilmente in comunità, al di fuori dall'ospedale, non ha gli elementi del fenomeno del focolaio epidemico - afferma Francesco Menichetti, direttore della clinica di malattie infettive di Pisa -. Non ritengo ci siano motivi di allarme perchè il caso sembra sporadico e l'esito letale è legato esclusivamente alle gravi patologie concomitanti che questa persona, pur giovane, presentava: era cardiopatico e soffriva di malattie croniche polmonari".
Sempre per i medici l'infezione potrebbe essere anche dovuta al suo lavoro e al contatto con la terra. Il sessantaduenne, morto nel reparto di rianimazione dell'ospedale Cisanello di Pisa, aveva iniziato a sentirsi male circa una settimana fa. Poi il ricovero in ospedale, inizialmente nel reparto di malattie infettive dove gli è stata diagnosticata l'infezione e avviata l'adeguata terapia. "Si tratta di un caso isolato, sporadico, acquisito presumibilmente in comunità, al di fuori dall'ospedale, non ha gli elementi del fenomeno del focolaio epidemico - afferma Francesco Menichetti, direttore della clinica di malattie infettive di Pisa -. Non ritengo ci siano motivi di allarme perchè il caso sembra sporadico e l'esito letale è legato esclusivamente alle gravi patologie concomitanti che questa persona, pur giovane, presentava: era cardiopatico e soffriva di malattie croniche polmonari".
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