Sicurezza
Ateneo portato davanti al giudice
Gianluca Campanella
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Un corteo di ricercatori e precari a Pisa Gli stabilizzandi: «Presentiamo denuncia, non rispettati gli accordi»
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PISA. Pacta servanda sunt: «C'è un accordo tra l'ateneo e la direzione provinciale del lavoro e bisogna applicarlo. Noi passiamo alle vie legali». Il coordinamento degli stabilizzandi tecnici-amministrativi la settimana prossima depositerà la vertenza legale al tribunale del lavoro. L'accordo con l'università prevedeva l'assunzione di 61 precari: sono passati dodici mesi invano e, da fine anno, la legge Brunetta non permetterà più stabilizzazioni. La situazione si intreccia anche con la questione ricercatori: giovedì scorso la commissione sviluppo ha trovato un'intesa su 85 bandi per ricercatori, che sarà presentata al prossimo senato accademico del 6 luglio. In base alla disponibilità del bilancio consuntivo 2009, le varie componenti dell'ateneo chiedono 85 ricercatori, 89 stabilizzazioni tra il personale precario e il passaggio degli idonei. Per Simone Kovatz, del coordinamento, «il rettore dice che non c'è sostenibilità finanziaria, ma la Regione ha stanziato 8 milioni per permettere al bilancio di essere in regola. Per il momento ne è arrivata metà quota, ma è stata utilizzata per altro. Informeremo il presidente Enrico Rossi e la sua vice, Stella Targetti, assessore alla ricerca». La questione finirà per ricadere sul prossimo rettore, che sarà votato a settembre. Per il coordinamento «sarebbe stato meglio evitare la sovrapposizione della vicenda con l'imminente campagna elettorale, ma la frenata di questi mesi sulle assunzioni ci ha portato in un imbuto attribuibile a questa amministrazione. Tutti i candidati alla massima carica accademica sono concordi nel trovare una soluzione: pagheranno il conto lasciato dalla gestione dell'attuale rettore, Marco Pasquali». Quale che sia il vincitore, per Francesco Giorgelli, rappresentante del personale in senato, «il nuovo rettore dovrà tenere conto del sentire comune maturato all'università. Pertanto gli chiederemo tre cose: in primo luogo il rispetto degli impegni sulle assunzioni; poi, se passa il ddl Gelmini che fa sparire i dipartimenti dalla governance d'ateneo, punteremo a introdurre nuovi elementi di democrazia. Infine, un collegamento con il territorio, come recentemente qualcuno sta indicando». Si riferisce alla mozione urgente appena presentata in consiglio comunale, affine su questi punti. Daniela Fabbrini, della Cgil, sostiene la battaglia e promette: «Non ci fermeremo! La solidarietà del personale strutturato è indispensabile. Per questo, se necessario, al rientro dalla pausa estiva siamo disposti a una giornata di sciopero». Intanto una certezza: la causa all'università costerà. La conclusione del coordinamento: «Per chi ha fatto leva politica sulla propaganda dei risparmi e sui bilanci in ordine, questa è una contraddizione».
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