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Pisa

LA PROTESTA

I docenti: dal 5 al 10 luglio gli esami potrebbero essere bloccati

G.C.
I docenti: dal 5 al 10 luglio gli esami potrebbero essere bloccati

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 PISA. Commissione sviluppo al rettorato, assemblea dei docenti al polo Carmignani. Ieri mattina, quasi in contemporanea, la prima ha chiesto all'unanimità che si proceda con 85 bandi per ricercatori; l'altra ha sancito lo stato di mobilitazione dei professori universitari. L'assemblea dei docenti era aperta anche alle altre componenti dell'ateneo e promossa da tutte le associazioni sindacali universitarie di Pisa. Si è conclusa con la votazione di un documento con una bocciatura netta del disegno di legge Gelmini.  Nel documento finale si legge che «si prende atto che da parte di governo e Parlamento non ci sono segni di ripensamento su ddl Gelmini e manovra finanziaria: le norme rischiano di affossare definitivamente il ruolo dell'alta formazione garantito dall'università pubblica».  Seguono una serie di rivendicazioni "sindacali" proprie della categoria e un convolgimento della mobilitazione anche verso le altre componenti: «adesione alla protesta degli studenti per il diritto allo studio» e «sostegno alla protesta dei ricercatori che rifiutano di assumere incarichi di insegnamento» gratuiti.  Due sono le mosse per dare forza al documento: in primo luogo c'è l'adesione alla settimana di mobilitazione nazionale indetta dai sindacati, dal 5 al 10 luglio, con l'invito a tutti i professori di «astenersi da compiti didattici e organizzativi non obbligatori»; in pratica, si spinge verso il blocco degli esami, con l'eccezione di quelli di laurea.  Inoltre, sarà tentato un blitz al prossimo senato accademico del 6 luglio, per consegnare il documento e leggerlo prima dell'inizio della riunione, affinché quell'organo «si pronunzi sul ddl Gelmini e proceda al bando di 85 ricercatori e all'assunzione degli 89 stabilizzandi amministrativi».  Sul tema si svolgerà gran parte della campagna elettorale da qui a settembre per il rinnovo del rettore: il preside di Economia, Massimo Augello, candidato alla carica, era presente a entrambe le riunioni e ha rivendicato la bontà iniziale della sua intuizione: «I dati confermano la sostenibilità dell'operazione, non era propaganda». Augello ha raccolto la proposta dell'altra candidata, il prorettore alla didattica Nicoletta De Francesco, che in assemblea docenti ha lanciato: «Organizziamo incontri pubblici per affrontare e difendere il futuro dell'università».

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