La manifestazione
Una sorpresa alla città per festeggiare il Bicentenario della fondazione
La Normale svela il suo gioiello
Carlo Venturini
◗
Sopra, a sinistra il direttore della Scuola Normale Fabio Beltram a destra il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa Cosimo Bracci Torsi davanti alla facciata. A fianco operai al lavoro Restaurata la sede in cui Napoleone creò la Scuola
3 MINUTI DI LETTURA
PISA. Torna a splendere quella che fu la prima sede della Scuola Normale in città così come la volle Napoleone I e sarà protagonista dei festeggiamenti del bicentenario della fondazione della Scuola nel mese di ottobre. E', infatti, finito il restauro della facciata del complesso di San Silvestro nell'omonima piazza, e dietro quelle finestre finemente stuccate e dietro il recuperato intonaco verde lorenese «ci sarà il centro strategico di tutta la ricerca scientifica della Scuola Normale», dice Fabio Beltram neo direttore della Normale. Il resaturo eseguito in tempi record, grazie a 350mila euro della Fondazione Caripi, è stata l'occasione per chiedere a Beltram che utilizzo farà la Scuola di quegli oltre 7mila metri quadrati. «Qui ci verranno nuovi laboratori scientifici e si collegheranno attraverso un corridoio interno ai già funzionanti laboratori di nanotecnologie del Nest che furono aperti nel 2008 e quindi possiamo affermare che questo edificio sarà il polo scientifico della Scuola». Oltre a questa destinazione, l'appena restaurato complesso funzionerà come foresteria e come alloggio per studenti e ricercatori per un totale complessivo di circa 90 posti letto. Ma c'è di più perché Beltram confida: «Una volta restaurato l'interno della chiesa vi si potrebbe fare un auditorium per 250 persone». Accanto a Beltram, c'era un altro protagonista del restuaro, Cosimo Bracci Torsi che è presidente della Fondazione Caripi, l'«uomo lorenese» potremmo ribattezzarlo visto che là dove mette mano - come con il Palazzo Blu - emergono i colori originari di quel tempo. «Bisogna interpellare la Sovrintendenza»: spiega Bracci Torsi. L'idea, comunque, c'è ed è quella di ricavare un auditorium per convegnistica scientifica di alto livello. Sempre Bracci Torsi annuncia un'altra fase importante del recupero dell'edificio e dice: «L'interno del complesso è caratterizzato da un imponente scalone tutto affrescato e noi lo recupereremo». Abbiamo potuto vedere la scalinata ed è veramente di quelle da rimanere con il naso all'insù per gli affreschi floreali che la circondano. Entrati dal portone principale del complesso, a farci da cicerone è lo stesso Beltram che indica la parete dove verranno messe due targhe (in italiano ed in francese) che ricordano appunto la fondazione della Scuola. Dopo il Palazzo della Canonica in piazza dei Cavalieri, diventato di recente il polo letterario della Normale, ora il complesso San Silvestro diventa il riferimento per la ricerca scientifica. «Così - spiega Bracci Torsi - la Normale è uno dei pochissimi soggetti di richiamo internazionale per la nostra città e l'intervento che abbiamo fatto va nella direzione sia di incentivo alla ricerca che di riqualificazione di un angolo bellissimo della città». Una curiosità: davanti al portone, Adriano Sofri tenne la sua prima conferenza stampa appena uscito dal carcere e sul verde lorenese della facciata, spicca la targa a Franco Serantini: «...vittima dell'ingiustizia borghese». Storia medievale e napoleonica, ricerca tecnoglogica, e vicende socio-politiche si dipanano in un fazzoletto di piazza poco conosciuta agli stessi pisani.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
