Il Tirreno

Pisa

Docenti verso lo stato d'agitazione

Gianluca Campanella
Docenti verso lo stato d'agitazione

Oggi assemblea dei prof universitari: sul piatto riforma Gelmini e precari

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 PISA. Mentre quattro facoltà hanno bloccato la programmazione didattica o proclamato lo stato d'agitazione, questa mattina al polo Carmignani i professori universitari si riuniranno per discutere della situazione dell'ateneo, alla luce della finanziaria e del ddl Gelmini.  Durante l'assemblea, convocata dalle associazioni sindacali universitarie di Pisa, sarà discusso un documento che parte dalla situazione nazionale e si ricollega alla locale agitazione dei ricercatori. Le conclusioni, ancora da limare e votare, sono una condanna delle riforma dell'università che sta seguendo il suo iter in Parlamento e della manovra economica con cui il governo taglia i fondi agli atenei in modo pesante e indiscriminato.  Inoltre si ribadisce ancora una volta la necessità di assumere quei ricercatori che da anni danno un contributo alla didattica (il 26% di quella "frontale"), ma non hanno alcun riconoscimento economico per il loro impegno; anzi, rischiano di rimanere precari a vita.  L'intenzione è di allargare la mobilitazione alle altre categorie dell'università, prima tra tutte la componente dei professori. Le facoltà, in modo autonomo, già hanno cominciato un percorso di protesta. Scienze matematiche fisiche e naturali, Scienze politiche e Veterinaria, nelle ultime due settimane hanno deliberato nei rispettivi consigli di facoltà il blocco della programmazione didattica, che doveva essere presentata entro il 20 giugno. In particolare Scienze Mfn ha «altresì paventato la possibilità che non possano essere aperte le immatricolazioni delle lauree triennali per l'anno accademico 2010/11», quello che sta per cominciare. Questa è una scelta quasi obbligata: in mancanza di risorse si preferisce puntare sulla qualità dei corsi attivi, piuttosto che sulla quantità dei nuovi.  Stessa forma di protesta a Scienze politiche, dove si «chiede con forza l'avvio tempestivo, da parte degli orgnai di governo dell'ateneo, delle procedure di bando per 85 ricercatori a tempo indeterminato»: è una richiesta "politica" che più volte il Senato ha avanzato; ma la competenza in materia di reclutamento spetta al cda, che nella prossima riunione del 13 non ha l'argomento all'ordine del giorno.  Infine, Lingue: da lunedì scorso, ha optato per lo «stato di agitazione dei docenti che si potrarrà fino al 9 luglio», con conseguente blocco degli esami che ripartiranno il giorno 12.

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