Attenzione
Serra, profanato il sacrario
Pier Luigi Ara
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Il sacrario eretto in ricordo delle 38 giovani vittime Ignoti hanno spaccato il vetro e rubato una sciabola
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MONTE SERRA. Profanato il sacrario che ricorda il disastro aereo del 3 marzo 1977 in cui persero la vita 38 allievi dell'Accademia Navale di Livorno, il loro accompagnatore e cinque membri dell'equipaggio, appartenenti alla 46ª Aerobrigata di Pisa. Vandali hanno spaccato un vetro e forzato la teca, spezzandola, dove era custodita una sciabola appartenente a uno dei caduti. La sciabola è stata rubata. Ad accorgersi dell'accaduto è stato un podista che ieri mattina percorreva, mentre si stava allenando, la strada che conduce al monumento. Il monumento era stato eretto soprattutto per volontà delle famiglie delle giovani vittime dell'Hercules abbattutosi sugli speroni rocciosi del monte Pisano, nel primo pomeriggio del 3 marzo di 33 anni fa. Una tragedia infinita dai mille interrogativi; interrogativi inquietanti che non hanno mai ottenuto una convincente risposta. Il podista, resosi conto della gravità del fatto anche per il significato che esso racchiude, ha provveduto ad avvertire immediatamente i carabinieri della stazione di Calci, competenti per territorio. Gli uomini dell'Arma, guidati dal maresciallo Domenico Guglielmi, si sono portati sul posto per iniziare le indagini del caso. Appena la notizia si è diffusa, rimablzando ben oltre i confini locali, grandissima l'indignazione. Il comando provinciale dei carabinieri di Pisa ha informato il prefetto il quale a sua volta ne ha dato comunicazione ai vertici dell'Accademia Navale di Livorno. Il sindaco di Calci, Bruno Possenti, che si trovava ieri fuori paese, si è attivato intanto manifestando solidarietà all'ammiraglio dell'ateneo del mare della città labronica. Il primo cittadino ha definito l'accaduto «una manifestazione di miseria umana. La profanazione - ha commentato il sindaco - offende profondamente la memoria dei caduti, i loro familiari, l'Accademia Navale, la popolazione di Calci che a quella tragedia è legata indissolubilmente». Nell'esprimere lo sdegno personale e dell'intera comunità della Valle Graziosa, Possenti ha chiesto alle forze di polizia il massimo impegno affinché i responsabili del gravissimo atto di vandalismo vengano individuati e consegnati alla giustizia. Tanta gente, appena ha saputo, è corsa sul monte Serra per rendere omaggio al sacrario dal quale, ininterrottamente da 33 anni, un faro diffonde il suo fascio di luce, capace di far tornare tutti con il cuore e la mente a quanto è successo. Ogni anno, nell'anniversario della tragedia, i familiari dei caduti insieme con le massime autorità civili e militari, con una serie di cerimone, commemorano i giovani allievi ai quali, durante il primo volo di addestramento e di ricognizione, il destino aveva fissato il terribile appuntamento. Proprio lo scorso 3 marzo il Comune di Calci aveva ricevuto una targa di ringraziamento per quanto continua a fare "nel mantenere vivo il ricordo di quel momento". A consegnare il riconoscimento erano stati il comandante dell'Accademia, ammiraglio Pierluigi Rosati, e quello della Brigata Aerea, generale Stefano Fort. In precedenza officiata la messa nella pieve romanica, concelebrata da don Aldo Nigro, dell'ateneo del mare; don Tiziano Sterli, per l'Aerobrigata e monsignor Antonio Cecconi, proposto di Calci e vicario generale della diocesi di Pisa. Poi al sacrario del Monte Serra erano state deposte corone di alloro, mentre risuonava il "silenzio fuoriordinanza".
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