Finanza
A Calambrone commercio in crisi
Donatella Lascar
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Sopra Francesco Mastrorosa allinterno del suo centro e in alto lingresso del villaggio Solidago Chiude un centro estetico, forse a fine stagione anche un ristorante
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PISA. «Aprire un negozio a Calambrone? Non è ancora il momento. Forse tra due o tre anni, quando saranno finite le case e qualcuno verrà a viverci. Di certo non ora, qua non c'è nessuno». Questa è l'opinione sia di Francesco Mastrorosa che di Monica Ciccarelli, entrambi titolari di due attività aperte nel maggio dello scorso anno nel complesso Solidago a Calambrone e che ora pensano di chiudere. «Quando l'anno scorso all'Hotel San Marco di Casciana Terme, dove lavoravo come responsabile del centro estetico, hanno operato dei tagli al personale e sono stato licenziato - racconta Mastrorosa - ho investito tutto quello che avevo in questo progetto basandomi anche su ciò che mi era stato detto dalle agenzie immobiliari del posto. Ossia, che nel giro di pochissimo tempo Calambrone si sarebbe riempito di gente. E, invece, esattamente un anno dopo, mi trovo nella condizione di dover chiudere per mancanza di clientela anche se ho fatto continue promozioni e prezzi bassissimi». «Quello che incasso - continua Mastrorosa - non copre nemmeno lontanamente le spese tanto che ho fatto prestiti su prestiti. A settembre dell'anno scorso è finito il lavoro tanto che in tutto il mese ho incassato solo 30 euro e poi una media di 200 euro al mese quando invece dovrei incassarne almeno 100 al giorno per far fronte a tutte le spese. Solo di affitto pago 500 euro al mese e poi devo pur vivere. Insomma - prosegue il commerciate - andrò a fare la stagione da qualche parte perché questo posto non decollerà prima di tre o quattro anni e la mia situazione è già compromessa». Il titolare del centro estetico rincara la dose: «Non c'è passaggio e poi mi avevano detto che in un anno sarebbero state fatte le case popolari dentro l'ospedale militare qui davanti, ma i lavori non sono nemmeno cominciati. Io chiudo e tra qualche giorno invece qui accanto apre un mini market, mi auguro che gli vada bene, ma non ci credo». Stesso scoraggiamento anche nelle parole di Monica Ciccarelli, che ha aperto il suo ristorante Maracanà il 16 maggio del 2009 e che conta di chiuderlo alla fine della stagione se non cambia qualcosa. «Com'è arrivato l'inverno il lavoro è finito - dice Ciccarelli -. Sono sotto di 60mila euro per le spese e ho dovuto licenziare tutto il personale. Quando piove qua si ferma tutto - afferma la titolare - davanti al cancello d'entrata ci sono minimo 30 centimetri d'acqua e questo mi ha fatto perdere la clientela perché nessuno può entrare nel ristorante senza bagnarsi. Ho chiesto al proprietario del Solidago di mettere una pedana che colleghi la strada all'entrata del cancello. Mi è stato detto che non è possibile perché c'è la ciclabile. Ma dico, quando piove in bicicletta non ci va nessuno». «In inverno non posso lavorare solo il sabato quando faccio le serate a tema, così credo che a settembre lascerò. I ragazzi che hanno preso in gestione il Solidago Caffè mi hanno chiesto un parere e sinceramente li ho sconsigliati. Loro invece hanno voluto provare e io gli faccio i miei migliori auguri. Ho rivisto - conclude Monica Ciccarelli - in loro le mie stesse speranze di un anno fa».
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