Il Tirreno

Pisa

«Quella multa andava evitata»

L’assessore Salvatore Sanzo
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L’assessore Salvatore Sanzo

"The run": l'assessore provinciale Sanzo bacchetta il Comune

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PISA. Si alza il tono delle polemiche sulla vicenda delle multe comminate agli organizzatori della manifestazione "The Run", in programma oggi in città e promossa dalla Gazzetta dello Sport (attraverso la Rcs Eventi), per l'affissione di manifesti promozionali stile labaro non autorizzati sui lungarni. «Mi vedo obbligato a manifestare il mio rincrescimento per lo spiacevole episodio accaduto che, sotto il profilo dell'immagine, non rende certo un servizio positivo alla città di Pisa». Chi parla, con evidente amarezza, è Salvatore Sanzo, assessore provinciale con deleghe sia al turismo che allo sport.

«Fermo restando il principio del rispetto delle regole - aggiunge Sanzo - ritengo che, di fronte ad una situazione che di sicuro ha alla base l'esclusiva buona fede da parte degli autori delle affissioni, l'utilizzo di un'adeguata dose di buonsenso sarebbe stata molto utile ed avrebbe evitato un episodio che non giova alla percezione dell'ospitalità di Pisa». Secondo l'assessore provinciale, «manifestazioni di questo genere e con interlocutori del livello di Rcs Eventi costituiscono importanti momenti di promozione della nostra città che non possono essere condizionati da atteggiamenti e provvedimenti non commisurati. Auspico un intervento dell'amministrazione comunale per un'opportuna ricomposizione della vicenda».

Le multe non sono andate giù nemmeno ad Andrea Maggini, rappresentante degli organizzatori tecnici dell'evento, ovvero Pisa Marathon Strapazzata Club, che interviene di nuovo sottolineando «un importante elemento che deve emergere, perché, pur nella contrarietà dei regolamenti pubblicitari comunali in merito a gonfaloni e manifesti sui pali cittadini, Rcs Eventi ha agito in buona fede: in altre città storiche non meno di Pisa (Roma, Venezia, Ravenna, ecc.) ciò è consentito a fronte di eventi di spessore e richiamo di questa portata».

Da qui, per Maggini, «una doverosa valutazione sul fatto che Pisa abbia o no una vocazione turistica, un'accoglienza degna di questo nome ed eventi che creino opportunità (Giugno Pisano in testa). Questo dovrebbe far riflettere l'amministrazione comunale, ma anche la Soprintendenza, sul fatto che sia giunto il momento di rivedere i regolamenti "pubblicitari" a fronte di eventi di richiamo (e quindi anche fonte di disagi e problematiche varie) per restare aggiornati ai tempi moderni. Non si possono richiedere manifestazioni di livello se poi queste non possono essere promosse con soluzioni efficaci».

Non si può prima multare, sintetizza Maggini, e poi chiedere agli organizzatori «di informare la cittadinanza con forme di dubbia efficacia. Ma, soprattutto, non si possono proibire gonfaloni e labari in una città medioevale: è come vietare alle donne di truccarsi. Ritengo giunto il momento, invece, di lavorare per una città capace di promuovere se stessa, attraverso le proprie eccellenze».

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