Sicurezza
DOPO LATTENTATO
Pampana denuncia
Daniele Benvenuti
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PISA. Una denuncia querela contro ignoti, ma con una documentazione in grado di rendere molto meno ignoti gli esecutori. Questo il percorso ufficiale che la famiglia Pampana ha deciso di intraprendere dopo il nuovo atto intimidatorio avvenuto all'alba di giovedì in via Battelli. Per la seconda volta nel giro di un mese, infatti, c'è stato un tentativo di incendio ai fondi di proprietà di Giuseppe Pampana, lo stesso proprietario dello stabile di via Marsala. A confermare la volontà di presentare la denuncia è l'avvocato della famiglia Rolando Rossi. «Stiamo definendo le carte. All'inizio della settimana presenteremo la denuncia. Sarà accompagnata da una serie di documenti che per gli inquirenti saranno utili per ricondurre l'azione ad una matrice ben precisa». L'avvocato Rossi parla senza mezzi termini di attentati. «Credo che non possano essere definiti in altra maniera - dice -. Il fatto ancora più grave è che sono stati preceduti da dichiarazioni offensive e soprattutto inequivocabili sull'intenzione di colpire Giuseppe Pampana». Per la famiglia Pampana sono giorni molto difficili come conferma il loro legale. «Una situazione sicuramente delicata - conclude l'avvocato Rossi -. Senza considerare i danni collaterali come ad esempio la forte preoccupazione degli inquilini di via Battelli che minacciano anche di abbandonare i fondi per mancanza di sicurezza». Intanto è stata formalizzata in prima commissione della Camera l'interrogazione dell'onorevole Paolo Fontanelli sull'atto di intimidazione di cui è stato oggetto, alcuni giorni fa, il sindaco Marco Filippeschi. L'interrogazione è stata firmata anche dall'onorevole Maria Grazia Gatti e dal capogruppo in Commissione Gian Claudio Bressa e chiama in causa per la risposta il ministro Maroni. Il testo ricostruisce i fatti collegati all'occupazione di via Marsala e le contestazioni nei confronti della giunta comunale, interrotta nel corso dei suoi lavori, e del sindaco, bloccato all'uscita di un'iniziativa pubblica. La richiesta al ministro è quella di pronunciarsi sulle misure necessarie per garantire al sindaco il sereno esercizio delle sue responsabilità e la piena tutela della legalità in città.
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