Il Tirreno

Pisa

Un bambino di Haiti da adottare a distanza per i promessi sposi

Pier Luigi Ara
Sopra don Cecconi e in alti alcuni bambini sopravvissuti al terremoto
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Sopra don Cecconi e in alti alcuni bambini sopravvissuti al terremoto

Calci. La proposta lanciata insieme dal sindaco Possenti e dal parroco don Antonio Cecconi: possiamo fare tanto

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 CALCI. Se ti sposi, hai subito un bambino cui provvedere. Pronunci il fatidico "sì" in chiesa oppure scegli il matrimonio civile, fa lo stesso: un bambino subito da crescere, sostenere, educare. Il come è presto detto: adottandolo a distanza. A beneficiarne potrà essere un piccolo dei paesi poveri del mondo o comunque vittima di una calamità o di eventi negativi. All'ombra del monte Serra e della Verruca hanno pensato a un atto di umana solidarietà verso i meno fortunati. Sindaco e parroco si sono ritrovati attorno al progetto.  Ieri mattina in municipio Bruno Possenti, primo cittadino, e monsignor Antonio Cecconi, proposto di Calci, uniti tra l'altro dalla comune passione per il ciclismo, condividono l'attenzione verso gli ultimi della società. Hanno sottoscritto nell'occasione un documento con la firma in calce. Spiegano modalità, motivazioni, finalità e risultato da conseguire: cioè l'adozione a distanza di un bimbo. Il progetto verrà fatto conoscere ufficialmente anche ai sindaci dei 38 Comuni della Provincia.  «Ho scritto personalmente a tutti i miei colleghi - annuncia Possenti - speriamo di trovare imitatori». «Sottoporrò l'idea anche alle famiglie dei bimbi che riceveranno la prima comunione - fa eco monsignor Cecconi -. Potrebbero anche loro prendersi cura a distanza di un amichetto più piccolo o più grande poco importa». «Dopo il disastroso terremoto di Haiti - riprende la parola il sindaco - abbiamo ospitato a Calci, presso il teatro, un'équipe medica reduce dalla missione sanitaria nell'isola caraibica. C'è stato raccontato quella terribile esperienza con il supporto di immagini. Io allerterò subito gli uffici perché, quando arriva l'annuncio di nozze, sia spiegata la proposta e l'adozione attivando così il percorso necessario».  A una voce parroco e sindaco: «Nonostante le difficoltà che in questo momento sta attraversando l'Italia, possiamo e dobbiamo fare qualcosa. L'adozione a distanza può dare a molti bambini di Haiti la speranza di un futuro, come pure un sostegno a progetti di riabilitazione può mettere numerose famiglie in condizioni di ripartire. Abbiamo individuato, come canale attraverso cui far pervenire gli aiuti, due organizzazioni affidabili e presenti sul posto: la fondazione Rava e la Caritas. Facciamo appello allo spirito di solidarietà umana e di carità cristiana».  Alla popolazione verrà inviata una lettera: «Carissimi concittadini - si potrà leggere - i mezzi di comunicazione riescono a suscitare grandi emozioni collettive, che però durano poco. Anche le più grandi tragedie vengono presto dimenticate. Haiti è stata distrutta... Tanti bambini hanno perso i genitori. Tanti altri, rimasti menomati, hanno bisogno di cure mediche...». Sulle modalità operative ci si potrà rivolgere alla propositura o all'ufficio di segreteria del Comune.

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di Redazione web