Sicurezza
I ricercatori precari «L'università bandisca i concorsi per 85 posti»
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PISA. «Secondo i primi calcoli, assai prudenziali, dell'ateneo, attualmente il rapporto spese per il personale/Fondo di finanziamento ordinario sarebbe già sceso al 90,03%, quindi si sarebbe assai vicini alla soglia del 90% necessaria per bandire i concorsi da ricercatore, obiettivo dell'operazione di prepensionamento». Lo dice l'assemblea dei ricercatori precari dopo un incontro con l'amministrazione dell'università, presenti il prorettore al personale Lucacchini e due delegati dell'assemblea. «Siamo dunque molto vicini al "momento della verità" - dicono i ricercatori - per capire se l'università di Pisa vuole realmente bandire i 68 posti da ricercatore a tempo indeterminato previsti dal piano (che si aggiungerebbero ai 17 "sicuri" finanziati dai "Fondi Mussi"). I tempi sono stretti, anche perché incombe sull'ateneo l'approvazione della riforma Gelmini, che comporterà la soppressione dei ricercatori a tempo indeterminato. Proprio in questa direzione va letta la decisione di convocare la commissione sviluppo del Senato accademico per venerdì 4 giugno. Secondo il professor Lucacchini la commissione dovrebbe invitare i presidi a comunicare le esigenze di ciascuna facoltà in termini di reclutamento. A nostro avviso si tratta di un implicito via libera all'avvio delle procedure di reclutamento». Secondo l'assemblea dei ricercatori precari, «tali procedure non possono che tradursi nel bando di 68 posti da ricercatore a tempo indeterminato, numero indispensabile per consentire l'assunzione di 89 tecnici amministrativi in attesa di stabilizzazione». Alla commissione sviluppo seguirà, martedì 8 giugno, il Senato accademico. «È evidentemente determinante - proseguono i ricercatori - che in quella seduta il massimo organo politico dell'ateneo si pronunci sull'urgenza di bandire i concorsi. Per questo motivo, insieme agli stabilizzandi, abbiamo presentato una proposta ufficiale a tutti i senatori accademici affinché inseriscano nell'ordine del giorno del prossimo Senato un punto che preveda "l'avvio immediato delle procedure per il bando di 85 posti di ricercatore a tempo indeterminato"». Intanto continuano le proteste contro il decreto Gelmini. L'altro giorno i ricercatori della facoltà di Medicina Veterinaria «si sono riuniti in assemblea per valutare le modalità di adesione alla protesta contro il ddl Gelmini e, in attesa di prendere una decisione definitiva sulla indisponibilità ad assumere incarichi didattici per l'anno accademico 2010/2011, non hanno partecipato al consiglio di facoltà, bloccando così l'approvazione della programmazione didattica per i corsi di laurea in Medicina Veterinaria, Stpa e Tacrec».
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