Il Tirreno

Pisa

Sì sollevati, ma anche dispiaciuti per i bambini

Stefania Macrì
Sì sollevati, ma anche dispiaciuti per i bambini

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 PISA. Ieri mattina Riglione e Oratoio si sono svegliati con qualcosa di diverso. Ma tutto è avvenuto silenziosamente, senza disagi. Le forze dell'ordine sono arrivate prestissimo per lo sgombero della palazzina di via Marsala. La strada è stata chiusa per un breve lasso di tempo, lasciando però passare gli autobus che portavano le persone verso il centro, permettendo quindi di non arrivare in ritardo a lavoro.  Quando iniziò l'occupazione della palazzina di via Marsala, tra la gente dei due paesi c'era anche chi comunque riteneva giusta l'azione di lotta per la casa. Ma a prevalere erano coloro che condannavano l'occupazione come sopruso verso la proprietà privata ed ingiusta verso quelli che continuano pazientemente ad aspettare di ricevere una casa popolare.  Questi due mesi di occupazione, comunque, non ha creato particolari disagi alla popolazione dei quartieri. A parte però la scorsa settimana quando un po' di paura si è diffusa per il rischio di incidenti quando c'è stato il tentativo di sgombero poi rinviato. In molti, del resto, hanno seguito da vicino le trattative e la resistenza degli occupanti. I dipendenti del bar di fronte alla palazzina, temevano soprattutto che un intervento con la forza avrebbe potuto coinvolgere i bambini presenti nella palazzina. Altre attività commerciali e cittadini sono stati più colpiti dal disagio creato dal blocco della Tosco Romagnola, dovendo i primi chiudere data l'impossibilità di ricevere clientela.  I cittadini di Riglione e Oratoio, comunque, si aspettavano che da un momento all'altro avvenisse un nuovo tentativo di sgombero da parte delle forze dell'ordine. Ma c'è anche chi aveva notato che invece di prepararsi alla resistenza, da giorni dall'interno cose venivano portate via e sempre meno erano i ragazzi a presidiare la palazzina.  A fine mattinata, comunque, molti hanno espresso dispiacere per le famiglie pur sentendosi sollevati per la fine di questa situazione senza necessità della forza.  Significativo è stato il commento di chi ha assistito all'operazione: «Provo dispiacere per queste persone, capisco che ognuna di queste famiglie stia vivendo un momento di particolare disagio, ma lasciare che si occupi una proprietà privata creerebbe un grave precedente, andrebbe ad intaccare dei diritti fondamentali».  Accanto un altro residente che subito gli fa eco. «È stato giusto che la palazzina sia stata sgomberata. E ora, mentre è anche doveroso che il Comune ed i servizi sociali si occupino di queste famiglie, speriamo anche che finisca il contenzioso per cui è disabitata da anni».

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