Proteste
Sgomento per l'omicida-suicida
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La villa di Verciano, teatro della tragedia Dejan Ilic era un interinale alla Zetaplast
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MIGLIARINO. Un ragazzo come tanti altri che si era ben integrato sul posto di lavoro. Questo è il commento rilasciato dalla Zetaplast spa, l'azienda di prodotti ad alto contenuto tecnologico destinati alla depurazione delle acque con sede a Migliarino Pisano, dove lavorava come operaio Ilik Dejan. Non era un dipendente diretto dello stabilimento, bensì un lavoratore fornito dall'agenzia interinale Trenkwalder di Lucca. Alla Zetaplast spa in via Nuova a Vecchiano, zona industriale di Migliarino, è arrivata prima telefonicamente e poi dal tiggì la notizia che Dejan Ilic non si sarebbe più presentato al lavoro. «Ilic - spiega il direttore dell'azienda di materie plastiche Piero Giannecchini - aveva lavorato presso di noi per alcuni periodi nel 2009. Per quanto riguarda il 2010, invece, aveva un contratto iniziato il 19 gennaio scorso; sarebbe terminato il 7 agosto». «Era abbastanza attento sul lavoro - lo definisce il direttore dell'azienda -. Il suo rapporto con i colleghi ci risulta buono, non ha mai evidenziato alcun tipo di problema». Nelle ultime settimane, Ilic aveva usufruito di alcuni giorni di ferie. In azienda aveva detto «che doveva andare a trovare i genitori», spiega il direttore Giannecchini, senza specificare se sarebbe andato in Bosnia o sarebbe rimasto in Italia. Forse ha usato quei giorni per andarsi a procurare l'arma con cui ha ucciso la sua ex convivente Alessandra Biagi e dopo si è tolto la vita. Nel luogo dove abitava, via Puccini a Sant'Anna di Lucca, una zona con un'alta percentuale immigrati del Bangladesh, pakistani, turchi, alcuni albanesi, Ilic non era conosciuto. Anche perché probabilmente qui andava solo a dormire. D.S. SERVIZI ALLE PAG. 2 E 3
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