Sicurezza
Il governo vuol tagliarle, nonostante siano un grande patrimonio di cultura e storia
Giù le mani dalle due Domus
Marco Barabotti
Dalla "Mazziniana": è un paradosso nel 150º dell'Unità d'Italia
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PISA. Se dovessero essere confermati i tagli del governo ai finanziamenti per la Domus Galilaeana e per la Domus Mazziniana, Pisa rischierebbe di perdere due luoghi sacri della cultura scientifica (il primo) e della memoria storica (il secondo), facendoli diventare due scatole chiuse. Quelli di via Santa Maria (la Domus Galilaeana) e di via Mazzini (la Domus Mazziniana) sono di fatto due musei vivi: di ricerca, di approfondimento, di dibattito culturale. Addirittura sarebbe paradossale il comportamento del governo per la Domus Mazziniana: da una parte aveva previsto lavori di ristrutturazione della sede per metterla a norma e per farne un museo più bello in vista dei 150 anni dell'Unità d'Italia che si celebrano l'anno prossimo, e dall'altra ne renderebbe vana la fruizione, visto che dovrebbe restare chiuso per mancanza di personale e di risorse anche per l'ordinaria attività. Abbiamo parlato con l'unico addetto alla Domus Mazziniana, il dottor Pietro Finelli, un insegnante comandato a dirigere la sede pisana da parte del Ministero dei Beni culturali. «Ho appreso della notizia del possibile taglio dei fondi - ha detto il dott. Finelli - dai giornali e la cosa mi ha molto sorpreso. Speriamo che in sede di discussione parlamentare quello che di fatto sarebbe un paradosso, venga smentito. Infatti lo stesso governo che voleva rilanciare la Domus in vista dei 150 anni dell'Unità d'Italia stanziando finanziamenti per la ristrutturazione della sede, improvissamente ne mette in discussione la vita stessa, tagliando i fondi per il suo sostentamento. Il ministero aveva previsto anche una sistemazione più bella e funzionale del museo e ora invece ci fa cascare addosso la tegola se non di una vera e propria chiusura, di un forte ridimensionamento, nel momento in cui è fervida sia l'attività di ricerca con l'organizzazione di eventi culturali, di dibattiti e convegni. Ripeto: spera che ci sia una ripensamento». "Né io conosco al mondo odio maggiore di quello dell'ignoranza contro il sapere". È scritto all'ingresso della Domus Galilaeana, in via Santa Maria 26. Il prestigioso istituto, presieduto dal prof. Vincenzo Cappelletti, è stato ed è al centro delle tante manifestazioni in onore a Galileo, il pisano più famoso al mondo. Ma oltre a convegni e attività scientifiche, la Domus ha organizzato anche laboratori didattici rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado. L'istituto, grazie al lavoro di un gruppo di guide specializzate, ha proposta una serie di percorsi dedicati ai principali protagonisti della storia della scienza legati alla nostra città, primo fra tutti Galileo, ma anche Leonardo Fibonacci, Antonio Pacinotti ed Enrico Fermi. Del resto l'istituto di via Santa Maria è un museo ricchissimo: oltre a scritti di Galileo, ai "Quaderni dei sogni" di Pacinotti e al fondo archivistivo di Fermi, possiede una vasta biblioteca specializzata in storia della scienza. Se dovesse chiudere per mancanza di fondi, sarebbe un danno enorme per la città e per la cultura storica e scientifica italiana.
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