Il Tirreno

Pisa

È l'ora delle denunce, in venti nei guai

Candida Virgone
È l'ora delle denunce, in venti nei guai

In cinque casi ravvisati reati, atti già trasmessi alla procura

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 PISA. Adesso è l'ora delle denunce. Sono venti le persone che sono state denunciate dalla polizia: le ipotesi di reato restano quelle ventilate più volte, invasione di edificio, resistenza a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio. Nel mirino di questura e investigatori cinque episodi avvenuti nell'arco di questa occupazione e che vanno dall'occupazione all'irruzione nella stanza del sindaco, dall'aggressione al primo cittadino fino alle irruzioni in giunta e alla Società della salute. Le denunce della questura, insieme al rapporto dei vigili urbani sui fatti di palazzo Gambacorti, sono già state trasmesse al pm inquirente sul caso di via Marsala, Aldo Mantovani.  È tranquillo intanto Giuseppe Pampana, un signore ottantenne la cui famiglia da mezzo secolo costruisce a Pisa e a cui verrebbero attribuite erroneamente come proprietà tutte le costruzioni realizzate finora.  «Non pensavo - confessa - che lo sgombero avvenisse in tempi così rapidi, anche perché erano settimane che aspettavamo un segnale. Siamo soddisfatti dell'intervento delle forze dell'ordine e del fatto che tutto si sia svolto in maniera tranquilla per tutti rispetto all'inizio burrascoso di questa storia».  Intanto allo stabile, sottoposto a sequestro preventivo dai primi di aprile, ieri sono stati apposti i sigilli con tanto di ceralacca. Custode giudiziale del bene è stato nominato lo stesso Pampana, come responsabile della Società C.a.v.i., e a lui sono state consegnate le chiavi attuali. E a proposito del famoso giallo di chiavi e planimetrie, il costruttore ha da dire la sua.  «L'ho già detto - ripete -. A me risulta che le chiavi siano state consegnate, nel 2002, dall'allora capocantiere nelle mani di un tecnico dell'ufficio urbanistica che avrebbe dovuto fare un sopralluogo per difformità nella realizzazione di una rampa di scale. L'operaio in questione oggi è in Olanda ma è perfettamente contattabile. Le prove in merito a quel che dico ci sono e saranno vagliate dall'autorità giudiziaria. Come sarà vagliata in sede di indagine anche la sparizione delle planimetrie. Quando il tecnico da me incaricato ha avuto accesso agli atti, a metà marzo, le planimetrie valide, quelle timbrate dal Comune e col relativo numero di concessione, non c'erano. Stiamo parlando di gente che sa consultare un fascicolo, ci mancherebbe».  Il costruttore è stato impegnato ieri a mettere in sicurezza i beni in sua proprietà e che potevano essere oggetto di nuove occupazioni, in particolare lo stabile di via Puccini, oggetto negli anni di sette invasioni.  «Abbiamo subito - aggiunge - devastazioni e danni che moralmente e patrimonialmente sono state sempre sofferte solo da noi. Tutte le inchieste su quei casi sono terminate con archiviazioni: oggi però mi sembra che qualcosa sia cambiato e mi auguro che questa vicenda non finisca come le altre, ma che si continui ad indagare e si accertino le responsabilità di certi comportamenti».  L'occupazione è durata due mesi e 13 giorni: la consegna delle chiavi al costruttore è avvenuta ieri alle 14. Le condizioni dello stabile, sigillato dal magistrato, sono state valutate dalla questura.

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