La manifestazione
In quaranta rischiano di rimanere
a casa a partire da giugno
a casa a partire da giugno
Ardsu, sciopero nelle mense per i precari
Gian Mario Scanu
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PISA. Quaranta lavoratori precari dell'Azienda regionale per il diritto allo studio universitario (Ardsu) rischiano di rimanere a casa da giugno. È la motivazione principale che ha spinto i lavoratori a proclamare ieri tre ore di sciopero, protesta che ha visto riuniti Cgil, Cisl, Uil e Cobas. Lo sciopero, ben riuscito secondo i promotori, ha avuto come effetto la chiusura di due mense su tre, con l'unica eccezione di quella di via Martiri aperta solo per la distribuzione dei cestini. Disagi per gli studenti, quindi, ai quali però la rsu aveva rivolto un appello a vedere nella vertenza un'occasione importante per un salto di qualità dei servizi. Secondo i sindacati, da quando l'Ardsu è diventata azienda unica regionale, c'è stato un livellamento verso il basso dei servizi di ristorazione delle università toscane. A Pisa, in particolare, il peggioramento del servizio è dovuto al ridimensionamento del personale addetto alla cucina - da 12 a 6 persone - e al mancato turn-over dei lavoratori andati in pensione o trasferiti, con conseguente aumento degli infortuni sul lavoro, già 13 dall'inizio dell'anno. Per questo la rappresentanza sindacale unitaria chiede la copertura dei posti di lavoro rimasti senza titolare, la stabilizzazione dei precari, i passaggi da part-time a full-time e il blocco dell'affidamento - nella ristorazione - delle attività a ditte esterne. «Ma le nostre richieste appaiono molto lontane dal realizzarsi e la Regione ha chiesto all'azienda di razionalizzare la dotazione organica, con un taglio del personale di 70 posti, riduzione che andrebbe a gravare sui servizi e non sull'amministrazione - sostengono le rappresentanze sindacali -. Chiediamo che le nostre richieste siano accolte ora, prima che la nuova manovra finanziaria "lacrime e sangue" del governo blocchi la possibilità di assunzioni negli enti pubblici».
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