Il Tirreno

Pisa

Tasse, il cda approva la manovra

Gianluca Campanella
Studenti in Sapienza e, a sinistra, il rettore Pasquali e il direttore amministrativo Grasso
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Studenti in Sapienza e, a sinistra, il rettore Pasquali e il direttore amministrativo Grasso

Aumento di 200 euro per gli studenti che vengono da famiglie abbienti

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 PISA. In una sede del rettorato militarizzata per lo sgombero di palazzo Mastiani (di cui parliamo nella pagina accanto), ieri mattina il consiglio d'amministrazione dell'Università ha approvato l'aumento della contribuzione studentesca per l'anno accademico 2010-11.  Il direttore amministrativo Riccardo Grasso conferma che «l'impianto del provvedimento, anticipato dal "Tirreno", è stato accolto quasi integralmente: la materia è competenza del cda, quindi con questo voto è definitiva ed esecutiva».  Dell'ipotesi iniziale, restano così l'aumento di 200 euro per studenti di famiglie con reddito sopra i 75mila euro, portando la tassa a 2.100 euro in totale; un premio per chi si laurea con lode entro il 31 maggio dell'anno successivo al compimento della durata normale del corso di studio: rispettivamente 250 euro per la laurea triennale e 125 per quella specialistica; la rimodulazione delle fasce di reddito; infine la maggiorazione del 50% delle tasse a chi nell'anno precedente non è riuscito ad ottenere almeno 5 crediti formativi. Proprio questa misura indigna i rappresentanti degli studenti, che hanno votato contro. Flavio Zappacosta, della lista Sinistra per, sostiene che «alla base della decisione c'è l'assunto del prorettore vicario, Roberto Barsotti, secondo cui "gli studenti che non conseguono 5 cfu creano un danno all'università e quindi devono risarcirla". Il cda ne ha preso atto, ma secondo noi è sbagliato, perché gli iscritti già pagano e l'ateneo dovrebbe impegnarsi a rimuovere quegli ostacoli che hanno determinato l'insuccesso dello studente».  La norma nasce dalla spartizione tra le università di un 7% "premiale", che lo Stato attribuisce calcolando le quote proprio su quanti studenti superano i 5 cfu nell'anno precedente: se a Pisa sono pochi, palazzo "alla Giornata" prende meno soldi rispetto alle altre accademie italiane e cerca di recuperare stangando i responsabili.  Zappacosta aggiunge: «Invece di dire che i fuori corso sono un problema, si dovrebbe fare una discussione più ampia. Inoltre il rettore Marco Pasquali e il prorettore appartengono alla Crui, un organo che può incidere sulle politiche governative, non solo applicarle a livello locale». E prosegue: «Allo stesso modo siamo contro il premio. Se ci sono soldi, devono esser dati ai laboratori e alla didattica; tanto chi si laurea bene, già è premiato da un buon contratto di lavoro. Ma i nostri non sono "no" ideologici: per esempio, abbiamo accettato l'estensione dei requisiti di merito anche agli studenti più facoltosi. Far pagare meno ai bravi, anche se ricchi, dimostra una giusta concezione del diritto allo studio».  I due rappresentanti di Sinistra per, Zappacosta e Michele Fortezza, hanno chiesto di bloccare alcuni aumenti del provvedimento presentato: la proposta è passata anche col voto dell'altro rappresentante in cda, David Taffetani della lista Ateneo studenti. Non cambiano pertanto il prezzo per il duplicato della tessera magnetica (10 euro) e del libretto (15). Mentre salgono a 40 euro il duplicato del diploma, per accertati maggiori costi di produzione, e a 100 la mora di ritardo per le domande di partecipazione agli esami di Stato: all'inizio si voleva portarli rispettivamente a 50 e 150.

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