Il Tirreno

Pisa

Prete ricattato: altri 2 arresti

Candida Virgone
Prete ricattato: altri 2 arresti

Sono fratello e sorella, figli di una delle donne già finite in carcere

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Il cerchio è ormai chiuso. Altri due tessitori della tela di ragno che stava intrappolando un parroco di campagna, vittima di minacce e ricatti per sue presunte scappatelle sulle strade dell'eros a pagamento, sono caduti nella rete dei carabinieri e del pm Antonio Di Bugno.  Ieri mattina li hanno arrestati a casa loro, in via Bonanno, i militari del nucleo investigativo. Sono Daniele Falaschi, 26 anni, e la sorella Chiara, 33 anni, i figli di Franca Bendinelli, una delle quattro donne già finite in carcere per questa brutta storia. La madre, la prima a finire in gabbia e la prima a collaborare con gli investigatori, sorpresa proprio mentre stava intascando l'ultima mazzetta, si trova ancora ai domiciliari. Mentre al Don Bosco sono le altre tre da lei chiamate in correità, madre, figlia e nuora, per le quali il tribunale del riesame ha respinto la richiesta di scarcerazione, presentata dall'avvocato Laura Antonelli. Sono la sessantenne Maria Pesce, la quarantenne Angela Cecconi e la trentenne Elena Menichini. Tutti i protagonisti di questa brutta storia di provincia sono accusati di estorsione aggravata e continuata.  Il ragazzo in particolare, nel mettere in atto il ricatto ai danni del parroco e del fratello, si sarebbe finto al telefono a tratti avvocato, a tratti cronista della nostra testata. Il gruppetto aveva preso di mira due preti di un piccolo centro nei dintorni di Pisa. Alla morte della madre, lo scorso autunno, i religiosi avevano ricevuto una bella eredità, circa centomila euro a testa, e si sa, nei paesi, certe notizie volano. Perché non ricattarli? Col più giovane era andata male: ci avevano provato al telefono ma aveva risposto picche. Al più vecchio, un parroco quasi non vedente, anziano e provato da una malattia invalidante, avevano detto a più riprese, soprattutto madre, figlia e nuora, di averlo ripreso col cellulare in strada in compagnia di «lucciole». Di fatto il sacerdote, vero punto di riferimento per la sua comunità, è sempre in mezzo alla gente e con persone bisognose a cui non ha mai lesinato il suo aiuto. Dapprima aveva ceduto a quelli apparsi come piccoli prestiti che però non venivano mai restituiti, poi aveva cercato di opporsi, ma a quel punto erano scattate le minacce, lettere ricattatorie, telefonate in cui si ventilava la pubblicazione delle presunte immagini rubate sul «Tirreno», come se un giornale potesse avere simili licenze. L'ingenuità e la paura lo avevano tradito e in due mesi, fra gennaio e febbraio scorsi, era arrivato a consegnare nelle mani degli estorsori la bellezza di novantamila euro. A salvarlo il direttore della banca in cui teneva i risparmi, novello angelo custode: insospettivo dai continui prelievi, aveva avvisato i carabinieri, i quali mettevano le manette a Franca Bendinelli proprio mentre riceveva da lui, appena uscito dalla filiale, l'ultima tangente. La donna accusava le tre parrocchiane di aver architettato tutto e gli investigatori hanno messo al puzzle gli ultimi tasselli arrestando anche i figli, recuperando parte del danaro estorto e sequestrando il computer in cui Danele Falaschi conservava ancora i testi delle lettere minatorie inviate al parroco.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa