Proteste
MIGLIARINO
Maurizio Nerini
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MIGLIARINO Non lasciamoci sfuggire l'insediamento Ikea Gli estensori dell'articolo (del 15 maggio) che si firmano aggiungendo "Facoltà di Agraria - Veterinaria - Economia - Ingegneria", pongono una serie di domande che normalmente si fanno tutti coloro che hanno un lavoro e si interessano ai problemi degli altri solo marginalmente. Ma i cittadini che non hanno un lavoro e che ne desiderano uno per i propri cari che cosa ne pensano? Fino ad ora, questi signori, che cosa hanno fatto per le aziende che loro definiscono "category killer", ma soprattutto si sono posti veramente il problema? Sono anni che parliamo di infrastrutture sul territorio pisano e in particolare per la scarsa viabilità nel Comune di S. Giuliano e Vecchiano. Non credono loro che sia giunto il momento di affrontare il problema? Non credono che Ikea possa essere uno stimolo? In conclusione, però, sono d'accordo con gli estensori di tale articolo quando fanno riferimento al fatto che 12mila abitanti non possono decidere da soli. Sono quindi convinto che le autorità competenti sappiano prendere le decisioni più adeguate allo sviluppo del territorio, salvo che qualcuno non pensi che a pagare siano sempre i più deboli. Voglio, invece, ricordare alle persone poco attente che Pisa non è un'isola felice e che è il caso di svegliarsi perché non si può più continuare solo a vivere di servizi. Alessandro Ghelardi LA CRITICA/1 Le ordinanze antidegrado sono come carta straccia Pisa è devastata da un degrado composto da molte tessere: illegalità diffusa, accattonaggio, monumenti adibiti a ricovero di fortuna, piazze usate per concerti notturni improvvisati, illuminazione insufficiente per mancanza di manutenzione, strade e marciapiedi dissestati, discariche abusive, aiuole spartitraffico incolte, assenza di percorsi turistici chiari e l'elenco potrebbe continuare ancora. I giornalisti fanno i loro servizi su questo o quel quartiere, i cittadini mugugnano, in qualche caso si organizzano in "comitati", ma finora non si sono visti miglioramenti degni di nota. La divisione delle competenze, i servizi appaltati a società esterne, la sostanziale inerzia dell'amministrazione produce questo stato di cose, perché l'ordinanza antidegrado, emanata da più di un anno, è rimasta lettera morta. Infatti, il fenomeno deprimente delle scritte vandaliche sulle facciate di abitazioni private e di edifici pubblici non solo non è stato fermato, ma continua indisturbato con il danneggiamento e lo sfregio ignobile di monumenti che il mondo ci invidia. Siamo di fronte ad un malcostume che trova spazio presso le facoltà universitarie, presso le scuole pubbliche di primo e secondo grado, presso le sedi dei centri sociali. Colpisce le proprietà private e gli edifici pubblici, si estende dal centro alla periferia della città, senza riguardo per niente e nessuno. Le persone che amano questa città e la sua storia devono fare fronte comune per fermare questo scempio nel rispetto della libertà di tutti che esiste soltanto se tutti rispettano le regole che la comunità si è data. Non si mettono in discussione né l'arte di strada, né le creazioni dei writers (perché a questo tipo di creazione artistica il Comune deve riservare uno spazio pubblico definito e regolamentato). Si rivendica, invece, il diritto per il cittadino, per il turista di avere sotto gli occhi una città pulita, ordinata, accogliente e non sciatta ed umiliata dalle bravate di una minoranza impunita, che infrange deliberatamente le regole. Chi amministra e chi è preposto all'ordine pubblico deve sanzionare chi infrange la legge, altrimenti le "ordinanze" hanno il valore delle "gride" di manzoniana memoria e, in aggiunta, gli imbrattatori e i vandali si atteggiano ad eroi. Giuliana Di Gaddo Maria Grazia Santelli LA CRITICA/2 Sul caso Englaro è il caso di spegnere i riflettori Viviamo in uno strano Paese che sostituisce termini ritenuti offensivi con eufemismi, pena sfracelli di sanzioni. Guai a dare a uno dell'"handicappato", anziché "portatore di handicap", o del "disabile", anziché "diversamente abile". Però, capita che si gratifichi della cittadinanza onoraria chi chiede e ottiene da un tribunale che il figlio "portatore di handicap" sia accompagnato alla morte mediante soppressione protocollare di idratazione e alimentazione. "Eutanasia" significa "dolce morte". Il Conte Ugolino, morto di fame e di sete, che ne penserebbe? Ma lui, si obietterà, era cosciente. Esistono inconfutabili prove scientifiche che Eluana Englaro non avesse una qualche percezione anche del trasferimento dal convento dove fu accudita e amata per 30 anni? La comunità scientifica su di lei si è divisa. È un dato di fatto. C'è chi non accetta l'intervento divino per guarigioni prodigiose, sostenendo che quanto ora si definisce "miracolo" potrà essere spiegato un domani con il progresso della scienza. Per lo stesso principio, non è escluso che la scienza possa in futuro penetrare i segreti del coma, e, forse, curarlo. Sulla vicenda di Eluana, sul dolore della famiglia e di tanti cittadini auspicherei che i riflettori si spegnessero. Senza onorificenze, né condanne. Come cittadina, vorrei, invece, che il suo caso servisse a sensibilizzare lo Stato e le istituzioni verso una più concreta presenza nel dramma quotidiano dei molti genitori, spesso anziani, che hanno figli tetraplegici, in coma, schizofrenici, malati terminali. Non c'è bisogno delle chiavi della città, per altro per loro mai proposte da nessuno, ma di un maggior sostegno economico, infermieristico e morale a chi si consuma, in silenzio, accudendo con amore un figlio dalla vita spezzata. Paola Pisani MARINA Spiagge di ghiaia, troppo tardi i lavori a maggio Ho letto sulla stampa locale che l'assessore provinciale all'ambiente Valter Picchi «a breve lancerà la gara di appalto per assegnare i lavori di spianamento della ghiaia» sulle spiagge di Marina di Pisa. Siamo già a fine maggio e quindi mi sembra un po' tardi per «lanciare» una gara d'appalto! Nell'articolo l'assessore si compiace del «funzionamento dell'opera», ma la cresta di ghiaia che si è formata, che poi è un vero e proprio monte, non è una novità: tende a formarsi ad ogni mareggiata anche di media intensità. Mi chiedo, quindi, perché l'intervento di spianamento non potesse essere già previsto e appaltato, senza ritrovarsi con le ruspe tra i bagnanti. Poi, con i rimpalli tra Provincia, Comune e associazioni di categoria, rimaniamo con le stesse domande a cui nessuno sa o vuole rispondere: chi pulirà le spiagge? Ci saranno o meno dei bagnini? Quanti saranno? Quanti bagni e docce saranno allestiti? E poi... si parla di bandiera blu!
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