Sicurezza
Gli occupanti avevano le chiavi
Candida Virgone
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Lo stabile occupato in via Marsala a Riglione Ora anche un giallo: niente effrazioni ed erano state consegnate in Comune
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PISA. Fra proteste, inchieste, scioperi della fame e denunce in arrivo scatta per l'affaire di via Marsala anche il giallo delle chiavi. Nel palazzo infatti si sarebbe entrati senza effrazioni, l'unica cosa ad essere violata sarebbe stata un portone di ingresso in alluminio, mentre per gli appartamenti occupati sarebbero state messe a disposizioni le chiavi. Chi avrebbe dato e quando le chiavi? E soprattutto a chi? Facendo una cronistoria della vicenda si ricorda che la fine della costruzione dell'immobile risale al 2002, quando, alla richiesta della autorizzazione ai passi carrabili, scatta l'esproprio del parcheggio adiacente alla proprietà costruita da Pampana. È a quel punto che le chiavi, tramite la ditta costruttrice, la Nicosia, oggi fallita, vengono consegnate ai tecnici comunali, pare all'ufficio urbanistica. Inutile chiedere qualcosa di più ai vecchi titolari della ditta che aveva messo in piedi il cantiere, padre e figlio sono morti nel 2007. A consegnare le benedette chiavi a palazzo Gambacorti sarebbe stato un dipendente. Questo perché nello stabile ancora non finito sarebbe dovuto avvenire un sopralluogo dei tecnici comunali per verificare la conformità della costruzione al progetto iniziale, sopralluogo che in tutti questi anni, però, secondo più voci, non sarebbe mai avvenuto. È il dicembre 2009 quando Pampana scrive al Comune per rientrare in possesso delle chiavi dello stabile e la risposta sarebbe arrivata a gennaio: ci sono le chiavi di via Bovio, la struttura del costruttore adiacente allo Scotto, anche questa al centro di polemiche, ma non si trovano più quelle di via Marsala. Intanto si registra anche la sparizione delle planimetrie nel fascicolo relativo all'immobile custodito negli archivi del Comune. Quando, dopo quattro mesi di richieste, il perito del costruttore vi accede, non ci sono più. Che nello stabile non ci siano segni di effrazione se non ad uno dei portoni comuni, inoltre, risulta sin dal primo momento sia alle forze dell'ordine che al magistrato inquirente. E ancora: il giorno stesso dell'occupazione sarebbero state cambiate le serrature alle porte di ingresso degli otto alloggi occupati. Resta da chiarire quindi chi avesse queste chiavi e se veramente, come si dice da più parti, sarebbero state consegnate direttamente agli occupanti. Sulla vicenda dell'occupazione e sui cinque episodi di presunta violenza oggetto di un'inchiesta della procura indaga il pm Aldo Mantovani. È la Digos che sta procedendo, attraverso varie testimonianze e la visione di molti filmati, da quelli apparsi in rete a quelli registrati dalla polizia e da altri, è stato possibile identificare numerose persone per le quali sono state annunciate decine di denunce. Oltre all'invasione di edificio, sono oggetto di inchiesta l'accesso alla stanza del sindaco e l'interruzione della giunta in atto a Palazzo Gambacorti, l'aggressione a Filippeschi al centro Maccarrone, l'opposizione allo sgombero e i fatti avvenuti alla Società della salute.
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