Il Tirreno

Pisa

Divergenti nota ufficiale e lettera del legale

E l'occupazione delle case spacca l'Unione Inquilini opinioni diverse sul da farsi

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 PISA. «Il Comune riprenda subito le trattative con Pampana», è l'appello l'Unione Inquilini. «Requisiamo gli appartamenti vuoti in città dei grandi proprietari immobiliari», alza invece i toni una nota congiunta di Cobas ed Unione Inquilini. Proprio così: due volte Unione Inquilini. Sul caso Marsala l'associazione si divide. Il primo comunicato è sottoscritto dall'Unione e stop. Il secondo invece, oltre che da Federico Giusti dei Cobas, è siglato da Claudio Lazzeri, che dell'Unione è l'avvocato. La divisione è netta anche sulle responsabilità attribuite nella vicenda all'amministrazione comunale. Stessa posizione su un punto: scongiurare lo sfratto delle otto famiglie di via Marsala.  L'associazione, che mette al centro delle critiche l'ingegner Pampana, invita il Comune a smettere di «fare la parte di Ponzio Pilato» e ad «adoperarsi con la questura per sospendere lo sfratto e riprendere le trattative» con lo stesso Pampana così da «acquisire parte del suo patrimonio immobiliare da decenni inutilizzato». Il tandem Cobas-Lazzeri lancia invece il proprio slogan: «No all'intervento poliziesco, riapriamo il dialogo» e, soprattutto, «requisiamo gli appartamenti vuoti». Per Cobas-Lazzeri non ci sono dubbi. «Il partito del cemento e della speculazione immobiliare - affermano - ha prevalso su ogni ragione sociale». Il Comune, insistono, «ha fatto di tutto perchè non si arrivasse ad una soluzione concordata». L'Unione Inquilini, al contrario, parte da più lontano: «La drammaticità della questione abitativa non deriva dalle otto famiglie, ma va attribuita alla mancanza di attenzione negli anni passati verso i ceti sociali indigenti». Più che al Comune, si rivolge a Pampana. «Dovrebbe spiegare - scrivono - perchè da molti anni tiene sfitti senza apparente motivo un centinaio di altri appartamenti negli immobili di via Puccini 15-21, via Vespucci 117-119, via Corridoni 140».  Le due posizioni convergono, abbastanza, sui modi della protesta. L'Unione Inquilini parla di «azione sicuramente illegale» e di «scorrette pressioni nei confronti del sindaco e degli assessori». Per i Cobas-Lazzeri «possiamo discutere sulle forme di lotta, ma rimane il problema che l'amministrazione ignora e aggira».

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