Sicurezza
Pisa ai vertici del terzo settore
Massimo Berutto
Forte di una miriade di realtà sociali, è battuta soltanto da Firenze
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PISA. La città della Torre è uno dei centri nevralgici del cosiddetto terzo settore. In Toscana è Firenze l'unico Comune a vantare più associazioni di promozione sociale rispetto alla nostra città. Il capoluogo gigliato ne conta meno del doppio (217 contro 140), avendo 4 volte la popolazione della patria di Galileo. Dunque, in proporzione Pisa si colloca idealmente davanti alla casa di Dante Alighieri. Anche considerando il totale delle tre categorie del terzo settore, ossia promozione sociale, volontariato e cooperative sociali, Pisa sfiora il secondo posto a quota 240, ancora abbondantemente lontana da Firenze (575) ma ad un soffio da Livorno (249). Se poi prendiamo in esame le province invece delle semplici città capoluogo, Pisa si issa nettamente sulla piazza d'onore con 624 organizzazioni, dietro a Firenze che supera la soglia di 1000 (1060 per la precisione). Questi dati, aggiornati al 9 maggio scorso, emergono dal Registro regionale del terzo settore. A trainare l'operosità pisana è il comparto della promozione sociale, nel quale secondo la legge numero 383 del 7 dicembre 2000 rientrano le associazioni che svolgono «attività di utilità sociale a favore di associati o di terzi, senza finalità di lucro e nel pieno rispetto della libertà e dignità degli associati». Tra le 140 realtà cittadine troviamo un po' di tutto. A farla da padrone sono i movimenti sportivi e quelli culturali. Molti di questi ultimi sono imperniati sulla storia cittadina, dall'Accademia dei Disuniti (che affonda le sue radici fra il 600 e il 700) all'Ordine dei Cavalieri di Santo Stefano, fino all'Accademia Nazionale dell'Ussero (che in passato ha accolto geni letterari come Carducci e Fucini) solo per fare alcuni esempi, senza scordare l'Associazione Leopolda, la Biblioteca Serantini, gli Amici del Gioco del Ponte e Il Centro culturale Il Portone, che distribuisce una pubblicazione dal titolo assai significativo "Meglio un pisano all'uscio". Molte le associazioni di promozione sportiva o a sfondo politico, sociale e umanitario. Nella lunga lista troviamo organizzazioni di sostegno alle donne (come "Amiche nel mondo insieme" e "Casa Donna"), ai bambini (è il caso di Kiwanis), altre che si propongono di diffondere religioni (come Adra Italia, legata alla Chiesa Cristiana Avventista) o di proporre corsi di lingua (anche di arabo o di esperanto). L'Associazione Studi Extraeuropei pubblica la rivista "Africana", fra le 18 consultate dall'Index Islamicus dell'Università britannica di Cambridge. A Pisa c'è anche un Centro studi delle intolleranze alimentari e della nutrizione, e associazioni per i cultori delle arti visive (come "Imago"), del teatro ("Atti & Sipari"), jazz ("Pane e Jazz") o dell'arrampicata sportiva ("Equilibri precari"). Da Pisa trasmette una tv a carattere comunitario, che si irradia dal web e in digitale terrestre: è Laika Tv, che ha adottato un codice etico, con cui si propone di non ammettere nella propria programmazione le interruzioni pubblicitarie, la mercificazione del corpo, il calcio professionistico e la promozione di lotto, totocalcio e cartomanzia. Comunque, anche i cultori del paranormale hanno un loro punto di riferimento: l'associazione Il Sagittario, con un obiettivo verso l'ignoto. Particolare anche l'attività del Circolo L'Alba, già balzata agli onori della cronaca per il cosiddetto "ristorante dei pazzi", gestito da 30 ex pazienti psichiatrici. Caleidoscopio è il nome di un'associazione di singoli pisani che si riuniscono in varie iniziative. Si organizzano anche le comunità più numerose a Pisa, come quella sarda ("Associazione tosco-sarda di arte e artigianato"), calabrese (nell'Esperia) e senegalese. "Ridere per vivere" invece raduna i "volontari del sorriso", promotori della comicoterapia. Non tutti gli argomenti suscitano allegria: a Pisa c'è anche la Società pisana per la cremazione, che risale al lontano 1882.
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