Il Tirreno

Pisa

INTERROGAZIONE PDL

Troppi debiti, la Bottega del Parco approda in consiglio regionale

G.F.
L’interno di San Rossore, con il cartello che indica la Bottega del Parco
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L’interno di San Rossore, con il cartello che indica la Bottega del Parco

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 PISA. Riflettori puntati sul Parco. La gestione della Bottega che vende i prodotti naturali è finita sui banchi del consiglio regionale per un'interrogazione di Giovanni Donzelli (Pdl) che contiene una critica facilmente riassumibile: la Bottega ha accumulato 40mila euro di debiti, il Parco li ripiana ma lascia inalterate le cause che l'hanno determinato.  Scrive Donzelli: «I compensi previsti per alcuni membri del Cda ammontano a 10316 euro all'anno. L'ubicazione della struttura adibita alla vendita è all'interno della tenuta di San Rossore, evidentemente zona poco frequentata e non idonea per sviluppare l'attività per la quale è stata destinata. Non risulta siano stati fatti concorsi per l'assunzione del personale. Dal bilancio consuntivo 2009 risultano 120076 euro di debiti verso fornitori, 49150 euro di debiti verso le banche, a fronte di un attivo circolante pari a 31009 euro».  «Una ricapitalizzazione - è il giudizio di Donzelli, che formula anche alcune ipotesi alternative per la gestione della struttura - che quindi apre molti dubbi sul futuro della Bottega del Parco. Un'attività che non funziona, che presenta molti problemi (logistica, personale, amministrazione) e che impone una seria e attenta riflessione da parte di tutti».  La Regione deve ancora rispondere, ma nel frattempo è arrivata la replica del presidente del Parco Giancarlo Lunardi che ricorda le attività e le finalità della Bottega e anche il fatto che ha assicurato «qualche posto di lavoro non assistito, riscuotendo parecchie attestazioni positive», ma non nega le difficoltà economiche in cui si è venuta a trovare attraversando per una riduzione del fatturato «che in alcuni mesi è arrivata anche al 30-40 per cento».  «La scelta degli organi della Bottega, sostenuti dall'ente Parco - spiega Lunardi - è stata di non cedere alla crisi ma di investire chiamando a ricapitalizzare sia il pubblico che il privato. Infatti, da alcuni mesi è stato aperto il punto vendita di Viareggio, da cui ci attendiamo buoni risultati».  Infine, da Lunardi, una puntualizzazione circa i compensi: «essi vanno soltanto a coloro che svolgono un'attività lavorativa con presenza quasi costante nei due punti di vendita: i consiglieri del Parco, compreso il sottoscritto, hanno rinunciato, fin dalla nascita della Bottega, a qualunque compenso e rimborso spese».

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